Domenica 20 agosto 2017 07:58

Fiumana di turisti a Napoli, ma la galleria Umberto e il Borgo Marinari restano deserti




NAPOLI - Sono settimane calde per il turismo napoletano, le strade del centro sono dei fiumi in piena di turisti e cittadini che si precipitano alla scoperta della città o a comperare souvenir e regali di Natale. Un fiume che tuttavia si infrange davanti ad impalcature e transenne che coprono alcuni monumenti, fra questi vi è la galleria Umberto che sembra non destare l'attenzione dei più. Un luogo di passaggio, al di sotto del quale può esser utile ripararsi in caso di pioggia, ma che non merita più di una fugace attenzione. «Tutto è cominciato con la disgrazia del ragazzino ucciso dai calcinacci, nel luglio 2014 - denuncia il titolare di un bar all'interno della struttura - Da allora, per mettere in sicurezza la struttura, ci hanno riempito di ponteggi e impalcature. Così gli esercizi commerciali sono sbarrati, nascosti. Lo stesso ingresso principale della Galleria, su via Toledo, è assai poco visibile». Per non parlare del problema dei clochard, già denunciato in passato dai commercianti della galleria, che con i mesi freddi diventa più evidente. «Ci dobbiamo occupare noi di fare un po’ di pulizia. La sera i volontari portano da mangiare, e questi poveretti lasciano a terra i contenitori del cibo. E la mattina usano gli angoli della Galleria come gabinetti - spiega un'altra esercente - sembra un accampamento. La puzza è indescrivibile. Come vogliamo pensare al turismo in queste condizioni?». La situazione, sembra chiaro, peggiora se paragonata a quello che succede al di fuori della galleria. Basta affacciarsi dall'ingresso di via Toledo per imbattersi nel viavai festoso di persone che sembrano non accorgersi nemmeno lontanamente del luogo che fu d'ispirazione al poeta Basile. Tuttavia, c'è qualcuno che chiude un occhio davanti al disagio di una "piccola" fetta della città e guarda all'aspetto complessivo. «A Napoli il turismo funziona nonostante tutto. Nonostante le condizioni della Galleria e di altri luoghi. Nonostante i problemi di ordine pubblico. E nonostante la sottile strategia di diffamazione della città che si respira un po’ dovunque, nel nostro Paese. Strategia che però, a quanto pare, non sortisce effetti» così lo scrittore Maurizio De Giovanni ai microfoni de Il Mattino. Niente di grave, insomma, se il problema è dei pochi. Il problema, tuttavia, abbraccia punti nevralgici del centro storico. Borgo Marinari, il sobborgo che guarda dal basso Castel dell'Ovo, sull'isolotto di Megaride, affronta una situazione simile, anche qui gli esercenti si lamentano dell'isolamento e del degrado in cui sono costretti durante un periodo potenzialmente redditizio come il Natale. «Viene soltanto qualche ospite dai grandi alberghi o qualche napoletano che ci conosce - spiega il titolare di un bar - Eppure siamo attaccati a Castel dell’Ovo, uno dei più famosi del mondo. Ma è poco visitato, molte delle sue sale sono chiuse, ed è chiusa l’uscita che dà sulle nostre stradine. Sul lungomare, in corrispondenza del Borgo, nessun cartello indica l’esistenza dei nostri locali: eppure sono una ventina, tra ristoranti e bar. E le due antiche torrette all’ingresso del pontile sono in rovina: fa tristezza vederle così, cosa ci vuole a farci un infopoint e un negozio di souvenir? Il Comune aveva promesso di realizzare qui un villaggio natalizio per attirare un po’ la gente, ma chi l’ha visto?». ©Riproduzione riservata