Fortuna Loffredo, oggi la quarta udienza. La mamma: «Sempre pronta per fare giustizia»

09 dicembre 2016



NAPOLI - «Sono sempre pronta quando si tratta di fare giustizia e chiarezza sulla morte di mia figlia». Lo ha detto Domenica Guardato, nell'aula 116 del Tribunale di Napoli dove sta per iniziare la quarta udienza sul processo sulla morte della piccola Fortuna Loffredo, lanciata nel vuoto dall'ottavo piano il 24 giugno del 2014, del palazzo dove abitava, nel parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli, dopo essere stata vittima di abuso sessuali.

«Ogni volta che vengo qui non riesco a dormire - ha aggiunto la Guardato - perché devo vedere gli assassini di mia figlia, perché per me sia Raimondo che Marianna sono gli assassini di Chicca. Però per fare giustizia per mia figlia sono pronta a tutto».

In aula ci sono anche Raimondo Caputo, accusato dell'omicidio di Fortuna e Marianna Fabozzi, accusata di non avere impedito le violenza sessuali sulle sue figlie.

Testimonianza choc del ginecologo

Nel corso dell'udienza è stato ascoltato il ginecologo Giuseppe Saggese, incaricato dalla Procura di Napoli Nord di effettuare la perizia ginecologica sul corpo di Chicca.

Choccanti le sue rivelazioni. «Fortuna subiva violenze e abusi da circa un anno. Ho quarantasei anni di attività - ha detto con commozione il medico - e non ho mai visto uno scempio tale su una bambina, e noi periti intendiamo per abusi tutto quello che penetra nel corpo di una vittima. Per le violenze subite, Fortuna soffriva di incontinenza fecale».

Una testimonianza che ha scosso tutti i presenti tanto che lo stesso accusato per l'omicidio della bimba, Raimondo Caputo, barcollando si è seduto rannicchiandosi. Lieve malore è stato anche accusato dall'avvocato Angelo Pisani.

Infine è stato ascoltato un perito informatico, Giuseppe Vallone, incaricato di scaricare file multimediali da un telefono cellulare, un Lg di colore rosa, trovato in possesso di una delle figlie della Fabozzi. Tra i file c'era anche un video che ritrae un uomo, steso a terra e immobile, con due bimbe che giocano mentre un'altra persona, una donna, riprende. Una donna che le bimbe chiamano mamma. Il video è stato acquisito agli atti.

La verità su Fortuna emerge dai disegni

«È nei disegni, e non nelle parole, che non poteva pronunciare perché condizionata dalla famiglia, la verità su Fortuna». Questo è quanto emerso oggi dall'interrogatorio, tra pause di commozione e qualche lacrima, della psicologa Rosa Castelluccio, che ha affiancato gli inquirenti durante le indagini. La psicologa parla degli incontri avuti con le figlie di Marianna Fabozzi, imputata con Raimondo Caputo nel procedimento penale sulla morte della bambina. Una delle bambine, l'amichetta del cuore di Fortuna, venne ascoltata il giorno stesso della tragedia nella caserma dei carabinieri di Casoria. Lì disegnò Fortuna, che ballava, in presenza di un adulto, e poi una tomba, benché poco prima avesse riferito di non sapere la sorte subita dalla sua amica.

Anche nei disegni che ha fatto successivamente emerge un disagio che si manifesta quando raffigura occhi grandi, senza pupille, che secondo la psicologa denotano un vissuto sessuale inconfessabile. Raccapriccianti i particolari che la psicologa riferisce appresi dalle figlie della Fabozzi: giochi sessuali ma anche minacce quando, secondo quanto riferì la bambina, Raimondo Caputo le disse che le avrebbe fatto fare la stessa fine di Chicca.

© Riproduzione riservata