Venerdi 24 novembre 2017 17:42

Cartelli anti lucciole a Torre Annunziata, la protesta dell’Arcigay: «E’ una forma di proibizionismo»

09 dicembre 2016



TORRE ANNUNZIATA (NA) - E' da diverso tempo che in via Sant'Antonio, arteria periferica di Torre Annunziata, in provincia di Napoli, sono affissi cartelli che riportano la figura di una donna in abiti succinti con una barra rossa in diagonale. ''Divieto di prostituzione'', è quanto stanno a significare a seguito della specifica ordinanza ''anti lucciole'' firmata dal sindaco del Comune vesuviano, Giosuè Starita, nell'agosto dello scorso anno.

La protesta dell'Arcigay: «E' una forma di proibizionismo»

Proprio su questi cartelli si è concentrata l'attenzione del presidente Arcigay Vesuvio Rainbow, Daniela Lourdes Falanga, e del presidente dei Radicali Napoli, Antonello Sannino, che hanno chiesto un incontro con il primo cittadino per «discutere dell'utilità di un'ordinanza proibizionista, vecchia, inutile se non addirittura dannosa e fallimentare come ogni forma di proibizionismo».

Falanga e Sannino hanno poi posto l'accento su quell'immagine che a loro dire «riproduce la visione sessista e ideale della donna, peraltro accanto ad un palo, mortificandola e annientandone la dignità. I segnali - continuano - che dovrebbero indicare un divieto di prostituzione in realtà sono una riproduzione di una visione maschilista e patriarcale che ha violato per secoli il genere femminile, che ha negato e anche mercificato, generando persino il fenomeno al quale si riferiscono».

© Riproduzione riservata