Giovedi 17 agosto 2017 09:43

Avellino: strage del bus, 40 croci davanti il Tribunale. La protesta dei familiari




AVELLINO - Quaranta croci bianche sono state piantate davanti la sede del Tribunale di Avellino, bloccandone l'ingresso, da parte di familiari delle vittime della tragedia del bus precipitato il 28 luglio del 2013 dal viadotto Acqualonga, dell'A16 Napoli-Canosa, nella quale morirono 40 persone. Una protesta questa dei familiari delle vittime che si sono anche incatenati dietro le croci di legno bianche, su ognuna delle quali vi è la foto del congiunto deceduto, per chiedere un incontro con il procuratore Rosario Cantelmo perchè giustizia venga fatta visiti i trascorsi dal disastro. «Non ci interessano i soldi - dicono al Corriere dell’Irpinia - ma vogliamo che i responsabili di quella strage vadano in galera». A manifestare davanti al tribunale di Avellino anche Giuseppe Bruno presidente del comitato delle vittime della strage del bus di Acqualonga che al Corriere dell’Irpinia si dice esterefatto «Sono stato denunciato per aver chiesto giustizia, io, una persona che ha perso la mamma e il papa, Bruno Salvatore e Russo Maria Elisabetta: ma vi rendete conto? Per loro questo è reato. Ci hanno filmati e identificati per aver chiesto giustizia. Da qui non ce ne andiamo. Non andremo via finché non saremo ricevuti da qualcuno della Procura di Avellino». © Riproduzione riservata