Sabato 23 settembre 2017 05:53

Gioielliere ucciso a Marano, fermato un uomo in un hotel ad Ischia

10 maggio 2017



ISCHIA (NA) - I carabinieri della compagnia di Ischia, isola del golfo di Napoli, su indicazione della compagnia dei militari di Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, hanno fatto irruzione, la scorsa notte, nell'Hotel Oriente di Ischia dove hanno prelevato un uomo che è stato successivamente imbarcato col traghetto delle 02:30 e trasferito, sotto scorta, in caserma a Giugliano. Si pensa che l'uomo potrebbe essere implicato nell'omicidio del gioielliere di Marano Salvatore Gala, ucciso con un colpo d'arma da fuoco alla testa e trovato ieri senza vita nel suo negozio.

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Qualcosa non quadra per i carabinieri di Giugliano che da ieri mattina stanno indagando sull'uccisione del gioielliere di 43 anni, trovato senza vita nel suo negozio di via Merolla, 77, a Marano di Napoli. L'uomo, separato e padre di una bimba di 7 anni, è stato assassinato nella tarda serata dell'altro ieri, con un colpo di pistola alla tempia, nella sua gioielleria. Il negozio, chiuso dall'interno, era a soqquadro. La cassaforte aperta e svuotata del contenuto. Il corpo della vittima, invece, era dietro il bancone, riverso a terra in un lago di sangue, con il viso rivolto verso il basso. A dare l'allarme, la mattina seguente, è stata la madre della vittima. Diverse volte ha cercato, inutilmente, di mettersi in contatto con il figlio. A scoprire il cadavere del 43enne è stato il titolare della lavanderia che si trova vicino alla gioielleria. È lui stesso, parlando all'Ansa, a spiegare com'è andata: «Quando ho aperto il negozio, alle 6:40 - dice Giuseppe - la saracinesca della gioielleria era già aperta. Non ho sospettato che fosse successo qualcosa. Poi è arrivata la zia, che ha bussato alla porta del negozio, ma nessuno ha aperto. Alle 09:00 è arrivata anche la sorella, la quale, preoccupata, si è subito recata a Qualiano, dove la famiglia abita, per recuperare le chiavi di riserva. Quando è tornata ha chiesto a me il piacere di aprire il negozio. Mi sono trovato di fronte un negozio messo a soqquadro. La cassaforte era aperta e vuota. Quando mi sono affacciato al bancone davanti mi sono ritrovato una scena raccapricciante: Salvatore era a terra, in una pozza di sangue». «Non volevo dire nulla alla madre - continua Giuseppe - che stava aspettando qualche notizia. Io non ho parlato, ma lei ha capito guardandomi in faccia».

La sezione rilievi scientifici dei carabinieri di Castello di Cisterna e i militari di Giugliano in Campania, hanno passato al setaccio l'intero negozio alla ricerca di tracce, coordinati dal magistrato di turno della Procura di Napoli Nord. Chi ha ucciso il 43enne, prima di lasciare il luogo del delitto, ha smontato e portato via il router attraverso il quale le webcam wi-fi del sistema di sorveglianza si collegano a un computer per scaricare i video. Il pc, però, è stato trovato al suo posto.

I carabinieri hanno ascoltato diverse persone, tra cui i familiari della vittima e anche l'ex moglie. La vittima viene descritta, da chi lo conosceva, come una persona mite, tranquilla. Secondo alcuni testimoni, ieri sera, si è attardato in negozio, dove spesso si recava a dormire. Forse proprio questa circostanza ha favorito chi è entrato in azione. Qualcuno lo ha visto vicino alla gioielleria, intorno alle 21:30, mentre parlava al telefono. Qualcun altro avrebbe sentito dei rumori sospetti provenire dalla gioielleria intorno alle 23:00. Tutti indizi da provare. Determinanti potrebbero risultare, a questo punto, le immagini dei sistemi di video sorveglianza della gioielleria e dei negozi vicini.

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