Domenica 20 agosto 2017 17:29

Arrivano a Napoli i resti dell’auto della scorta di Falcone, la moglie di Montinaro: «Quel giorno morì chi attivò la bomba»

10 maggio 2017



NAPOLI - «Guardate i resti della "Quarto Savona 15" con i miei occhi, dei miei figli, delle famiglie di Vito Schifani e Rocco Di Cillo». Con queste parole Tina Montinaro, moglie di Antonio, uomo della scorta di Giovanni Falcone, morto anche lui nella strage Capaci del maggio 1992, si è rivolta a tutti ai tantissimi giovani presenti in piazza Municipio a Napoli giunti per guardare i resti della Fiat Croma a bordo della quale viaggiava la scorta del magistrato.

Da qualsiasi lato la si guardi, della Fiat Croma si vedono solo lamiere accartocciate. «Sono emozionata per questa memoria in marcia - ha commentato Tina - è stato difficile perché Antonio, Vito e Rocco facevano parte della scorta e noi vogliamo far capire a tutti, giovani e non, che la scorta è fatta di persone con sogni, una vita, dei figli, una famiglia ed è questo il senso della marcia». «Quando i colleghi di Napoli di mio marito hanno preso i resti della macchina hanno acceso le sirene per accompagnare la teca della "Quarto Savona 15", per dimostrare che quel '92 non li ha uccisi».

Il video dei resti dell'auto

L’auto, targata “Polizia 72677”, andrà in giro per l’Italia, in un tour della memoria di otto tappe, accompagnato da Tina Montinaro, moglie di Antonio. Dopo Peschiera del Garda, Sarzana, Pistoia, Riccione, Monte San Giusto oggi è arrivata a Napoli e dopo si recherà a Vibo Valentia e Locri per poi arrivare a Palermo proprio il 23 maggio.

«Questa tappa a Napoli mi è particolarmente cara - dice la signora Tina, che presiede l’associazione Quarto Savona15  - Ringrazio la polizia, l’amministrazione comunale e tutte le forze dell’ordine. Io mi definisco moglie di Antonio e non sua vedova, perché la sua figura e quella di tutti i colleghi morti per la legalità, sono ancora vive e ben presenti nella nostra quotidianità. Quel maledetto giorno, Antonio, il dottor Falcone e gli altri non morirono: fu chi attivò il detonatore a morire e a condannarsi per sempre».

Ad accompagnare Tina c’è il sindaco de Magistris, assieme al questore Antonio De Iesu, al prefetto Carmela Pagano. «E’ un onore per noi ospitare la "Quarto Savona 15" - dice il sindaco de Magistris - Un onore per tutta la città rendere omaggio a queste persone che anteposero lo Stato e la toga alla loro stessa vita. Rimane il dovere istituzionale dell’Italia di dare una risposta definitiva ad una ferita ancora così marcata. Come uomo e come ex magistrato ricordo ancora quando proprio il giorno prima il 23 maggio 1992 avevo sostenuto l'esame di Magistratura davanti ad una commissione che aveva tra i suoi membri anche Francesca Morvillo, moglie del giudice Giovanni Falcone, uccisa anche lei da Cosa Nostra nella strage di Capaci».

Per l'occasione il sindaco ha donato alla moglie di Antonio Montinaro la medaglia ufficiale della città di Napoli.

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