Giovedi 23 novembre 2017 02:57

Rubano una tazzina del caffè Gambrinus, turisti russi incastrati da un video




NAPOLI - Ogni anno ne rubano a migliaia e non lo fanno i napoletani. E i titolari dello storico caffè non scrivono cartelli razzisti. Di cosa parliamo? Delle tazzine dello storico Caffè Gambrinus in piazza Trieste e Trento, a Napoli. Da anni oggetto di furto da parte di turisti che a quanto pare non riescono a resistere alla tentazione.

L'ultimo furto risale e ieri quando una coppia di turisti russi è stata immortalata in un video che ha fatto il giro del web. A denunciare l'accaduto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e Gianni Simioli de "La radiazza", che commentando il video in cui si vede la coppia di anziani russi, all’uscita dello storico caffè, che con aria furtiva nascondono nella borsa la tazzina in cui gli era stato servito un caffè, dichiarano: «Sono anni che i fratelli Arturo e Antonio Sergio, titolari del Gambrinus, nelle spese di gestione, devono mettere in conto anche le migliaia di tazzine che vengono rubate ogni anno».

Il video-denuncia

«Chiaramente - specificano Borrelli e Simioli - non facciamo generalizzazioni come quelle che fanno i leghisti sui napoletani, ma abbiamo deciso di pubblicare il video per richiamare l’attenzione sul fatto che i ladri e i truffatori non hanno nazionalità. E' assurdo - aggiungono - che degli imprenditori debbano mettere nei conti delle spese anche centinaia di tazzine che, è bene dirlo, non sono rubate da napoletani visto che a portarle via sono soprattutto turisti, italiani e stranieri». «E' da sottolineare, inoltre, che i titolari del Gambrinus, come ci ha raccontato Massimiliano Rosati, non hanno mai pensato di mettere cartelli contro questa o quella nazionalità, come invece fanno i leghisti che mettono cartelli razzisti contro i napoletani se qualche napoletano ruba qualcosa o fa qualche truffa - hanno concluso raccontando - il direttore del Gambrinus, Ponziani, dopo aver avuto notizia del furto, ha chiesto ai russi di consegnare la refurtiva altrimenti avrebbe chiamato la polizia. I turisti l'hanno fatto giustificandosi che pensavano che le tazzine fossero in omaggio. Una risposta degna di ladri di polli».

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