Martedi 24 ottobre 2017 02:18

Provincia di Salerno, stipendi troppo alti: i dirigenti dovranno restituire 80mila euro




SALERNO - Stipendi troppo alti per i dirigenti della Provincia di Salerno. Questa la scoperta venuta a galla dai controlli effettuati fra la giornata di ieri e questa mattina: nell'annata 2013-2014 i dirigenti provinciali hanno percepito stipendi più alti della norma, a causa della mancata revisione dei contratti che si sarebbe dovuta svolgere nel 2012. La cifra, da quanto si apprende dai decreti sull'adeguamento degli stipendi a firma del presidente Giuseppe Canfora, ammonta a circa 80mila euro e risale al biennio prima dell'insediamento dell'attuale giunta. A dover restituire il denaro saranno Alfonso Ferraiolo, dirigente al contenzioso, Domenico Ranesi, delle attività produttive, Marina Fronda, dirigente del settore finanziario, Lorenzo Criscuolo dell’edilizia scolastica, Gerardo Bellino delle risorse umane, Roberto Casini della programmazione negoziata e Giuseppe D’Acunzi dell’Ambiente. Questi dovranno restituire importi fino a un massimo di 8 mila cadauno. A seguire Matilde Romito, responsabile mostre e degli eventi, Angelo Lizio dirigente al patrimonio, Angelo Cavaliere della Protezione Civile, Angelo Casella della Comunicazione e Ciro Castaldo del settore Turismo che dovranno restituire fino a 5mila euro. Caso eccezionale è quello di Alfonso Longobardi e Catello Bonadia che sono creditori nei confronti della Provincia di 2mila euro. La scoperta è stata possibile poiché erano scaduti i contratti per la dirigenza, alla fine dei quali si è rivelato necessario - in base alla normativa vigente - il ricalcolo degli stipendi per allinearli ai valori decretati dal contratto nazionale del lavoro e dal contratto decentrato integrativo. I sindacati, infatti, si sono adoperati per verificare che il fondo risorse decentrate per i dirigenti degli enti sia congruo alle norme in vigore. Dalla Cgil-Fp fanno sapere «È chiaro che chi ha preso di più deve restituire». «La contrattazione per l’area della dirigenza è ferma da sette anni - spiega il sindacalista Angelo de Angelis - per questo abbiamo chiesto ai funzionari di quell’area di livellare la posizione economica in base a quanto prevede il contratto, ossia il minimo. Al momento stiamo verificando la congruità del fondo e il suo riparto negli anni precedenti, ma è chiaro che chi ha preso di più deve restituire o comunque mettersi in regola»