Mercoledi 18 ottobre 2017 07:30

Pozzuoli, coppia di ladri di scooter in azione: arrestati a due passi dal porto
Due pregiudicati sono stati arrestati ieri pomeriggio a Pozzuoli dopo essere stati sorpresi a rubare uno scooter in una strada vicinale al porto

10 agosto 2017



NAPOLI - Due pregiudicati sono stati arrestati ieri pomeriggio a Pozzuoli. Giravano a bordo di una Fiat Punto, muniti di cesoie ed arnesi utili a tranciare catene, blocca ruota e a manomettere il bloccasterzo degli scooter che prendevano di mira. Gli agenti del locale commissariato li hanno sorpresi in flagranza di reato, mentre mettevano a segno un furto. I due sono stati notati da una pattuglia di poliziotti appiedati che, in abiti civili, in occasione della stagione estiva, in considerazione dell’alto flusso di turisti presenti nel porto di Pozzuoli per l’imbarco alle isole di Ischia e Procida, stavano perlustrando i vicoletti che conducono al porto.

Giunti in Via Dicearchia, si sono piazzati nei pressi di un parcheggio per scooter. Uno dei due, un 43enne, infatti, disceso dall’auto, al cui interno era rimasto il complice a far da “sentinella”, è stato notato dagli agenti mentre, dopo aver tagliato, con una grossa cesoia, una catena posta a protezione di un ciclomotore Piaggio Liberty, stava tentando di forzarne il bloccasterzo. L’aver immediatamente allertato una volante in zona, ha consentito agli agenti di precludere ai due ladri ogni possibilità di fuga. A nulla è servito, infatti, alla vista dei poliziotti il consueto allarme vocale della sentinella: «'E guardie, fuje!»

Gli agenti, con mossa fulminea, hanno raggiunto l’autovettura Fiat Punto aprendo entrambi gli sportelli anteriori e bloccando così i due ladri, prima che potessero allontanarsi. I due sono stati arrestati perché responsabili, in concorso tra loro del reato, di tentato furto aggravato, sono stati trovati in possesso di numerosi attrezzi, tra cui cacciaviti, tenaglie, pinze, cesoie ma anche caschi da moto, catene e bloccaruota. Dopo una nottata trascorsa agli arresti domiciliari, stamane, processati con rito per direttissima, sono stati condannati alla pena di un anno di reclusione, con il beneficio degli arresti domiciliari, oltre al pagamento di una multa di 200 euro.

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