Mercoledi 18 ottobre 2017 02:11

Boom di ricoveri al Santobono per il picco influenzale, l’allarme: «Senza pediatri nel weekend»




NAPOLI - Il Santobono è sull'orlo del collasso dopo il boom di ricoveri e accessi al pronto soccorso causati dalla carenza di assistenza sanitaria territoriale nei weekend. A denunciare la crisi logistica che  sta affrontando la struttura in questi giorni è Antonio D’Avino, segretario della Fimp, la Federazione italiana pediatri, che indica l'inverno e l'estate come i momenti più critici: «È allora che si verifica un’emergenza annunciata - spiega D'Avino - Il Santobono è preso d’assalto da genitori in cerca di una risposta. E come sempre, il messaggio che passa è l’incapacità dei pediatri di famiglia a intercettare i codici bianchi, cioè quei pazienti che non dovrebbero affollare l’ospedale». Tutti i letti disponibili del nosocomio pediatrico sono occupati, complice anche il picco di influenza raggiunto in questi giorni, che nei pazienti più piccoli assume le sembianze di una malattia virale che colpisce i bronchioli: «È un evento patologico che colpisce i bimbi nel primo anno di vita, il più delle volte i lattanti - precisa il direttore del Dipartimento emergenza dell’azienda pediatrica, Carmine Pecoraro - In questo caso il paziente fa fatica a respirare e bisogna somministrargli ossigeno, ma non esiste una terapia che cura la causa, solo un protocollo di mantenimento. Ovviamente, più piccolo è il bambino, più delicata è la condizione clinica». In questi casi si rende necessario il ricovero ospedaliero, ma la situazione degenera durante il weekend, quando parte la corsa all'ultimo posto letto disponibile, come spiega Pecoraro: «Il problema è nel weekend, se arrivassero meno codici bianchi e i genitori fossero dotati di maggior senso di responsabilità, avremmo la possibilità di ricoverare i pazienti che veramente ne hanno bisogno. Il guaio è che qui esiste il “santobonocentrismo”. Con la chiusura degli altri pronti soccorso pediatrici e di tanti reparti, l’unico presidio di riferimento resta il nostro». La carenza di assistenza territoriale non è quindi un fenomeno che riguarda soltanto gli adulti, ma anzi coinvolge anche i pazienti più piccoli, ai quali occorre garantire un presidio medico anche nei weekend e nei giorni festivi. «È vero - sottolinea D'Avino - il numero di accessi è altissimo, ma cosa si aspetta per intervenire a monte? Sarebbe il caso che i vertici del Santobono si attivassero per indurre la Regione alla creazione di un tavolo tecnico. Non si può andare avanti risolvendo parzialmente con l’ambulatorio dei codici bianchi, peraltro naufragato. È necessario istituire una guardia medica pediatrica, ma non in ospedale. I genitori devono poter avere, nei giorni festivi e prefestivi, la possibilità di avvalersi di un pediatra al quale fare riferimento». «Oltre ad avere un costo sostenibile, la guardia medica pediatrica potrebbe creare occupazione per i giovani in attesa di lavoro - conclude il segretario della Fimp - affiancherebbero i pediatri di famiglia che potrebbero aderire in forma volontaria. E questo eviterebbe ogni anno le “emergenze annunciate”». © Riproduzione riservata