Venerdi 19 gennaio 2018 04:22

Omosessuale bullizzato e schernito durante una visita di controllo al Cotugno, la denuncia dell’Arcigay

11 gennaio 2018



NAPOLI - E' stato oggetto di scherno per i suoi organi sessuali e umiliato nel corso di una visita medica di controllo presso l'ospedale napoletano Cotugno, specializzato in malattie infettive. Vittima un omosessuale. A muovere la denuncia, in una nota pubblicata sul proprio sito internet, l'Arcigay partenopea che ha definito l'episodio «increscioso».

«Raccogliamo in queste ore il profondo malessere di un nostro associato, preso in giro e letteralmente bullizzato durante una visita di controllo presso l'ospedale Cotugno di Napoli - si legge nella nota del comitato provinciale Arcigay - recatosi in ospedale per sottoporsi a una visita di controllo successiva a un intervento chirurgico a cui era stato sottoposto. Il tesserato di Arcigay Napoli è stato prima preso in giro dal chirurgo, che ironizzava in maniera volgare sulla funzionalità e l'utilità dei suoi organi genitali e poi non è riuscito ad ottenere dallo stesso risposte chiare a domande specifiche circa le inferenze tra decorso post-operatorio e la possibilità di svolgere una normale vita sessuale». «Il medico, infatti - si continua a leggere nella nota-denuncia - ha reagito stizzito ai quesiti, definendo in maniera irritata l'omosessualità come una "patologia", fino a strappare l'impegnativa per ulteriori accertamenti. La gravità del comportamento del chirurgo, che di fatto non ha svolto la funzione per cui ricopre il suo posto presso l'azienda sanitaria, è ancora più esecrabile se - prosegue la nota - si considera che proprio il Cotugno storicamente collabora con Arcigay Napoli per la lotta all'Aids e alle malattie a trasmissione sessuale». «Nell'attesa di ricevere risposte chiare e tempestive dalla direzione sanitaria, alla quale abbiamo inviato formale richiesta di chiarimenti, auguriamo al nostro amico una rapida e totale remissione con la consapevolezza però che, se al suo posto, si fosse trovato un ragazzo omosessuale più giovane o più fragile, le risposte violente e antiscientifiche del medico avrebbero certamente inferto un trauma profondo nella psiche del paziente. Pertanto chiediamo che in Regione Campania possano esserci momenti di formazione sulla salute delle persone Lgtb, per contrastare ogni forma di discriminazione che spesso diventano ostative per tantissime ragazze e tantissimi ragazzi nell'accesso al sistema sanitario nazionale».

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