Giovedi 21 settembre 2017 17:54

Tiziana Cantone, archiviazione per i sei accusati di diffamazione
Il gip ha disposto l'archiviazione del procedimento a carico dei sei soggetti indagati per diffamazione in relazione alla vicenda di Tiziana Cantone

11 aprile 2017



NAPOLI - Archiviazione per sei soggetti indagati per diffamazione nell'ambito del procedimento avviato a fine 2015 da Tiziana Cantone, la 31enne di Mugnano di Napoli suicidatasi nel settembre scorso dopo la diffusione on-line di video hot che la ritraevano. Così ha deciso il gip del tribunale di Napoli, Tommaso Perrella, che ha però disposto un supplemento di indagine chiedendo alla Procura di verificare eventuali responsabilità del legale rappresentante di Facebook Italia.

Il giudice ha accolto le richieste della Procura di Napoli che aveva richiesto l'archiviazione per cinque ragazzi a cui la Cantone aveva inviato il video più il padre di uno di questi, intestatario dell'utenza telefonica che pure aveva ricevuto il reperto. «Non cerchiamo un capro espiatorio - dice Giuseppe Marazzita, legale di Teresa Giglio, madre della Cantone - ma di certo la diffamazione ai danni di Tiziana c'è stata, ed è una delle cause del suo gesto».

La madre della ragazza, Teresa Giglio, ha commentato così la decisione all'Ansa: «Sono molto amareggiata per l'archiviazione disposta dal Gip a carico dei cinque ragazzi cui mia figlia aveva inviato i video da lei girati. Se mia figlia è morta la colpa è dei magistrati che non hanno fatto il loro dovere, in particolare del pm Alessandro Milita che per primo ha indagato». Secondo la donna i magistrati hanno la colpa «di aver sottovalutato la situazione in cui si trovava Tiziana». «È una vergogna che ad oltre un anno e mezzo dalla presentazione della querela e a quasi sette mesi dal suicidio di Tiziana - conclude  -, non si sappia ancora chi abbia diffuso quelle immagini».

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