Martedi 24 ottobre 2017 02:23

Omicidio Fortuna, Pisani ospite a “Porta a Porta”: «Tanti i punti ancora da chiarire»




NAPOLI - L'inferno di Caivano, un giallo dai colori orribili. L'obbligo di adempiere con pienezza al mandato ricevuto, unito alla forte volontà, di dare giustizia alla piccola Chicca (Fortuna Loffredo), come al piccolo Antonio, hanno portato ad un'attenta analisi dell'ordinanza di custodia cautelare a carico di Raimondo Caputo, presunto killer della bimba di sei anni. «L'obbiettivo è individuare i punti suscettibili di ulteriore approfondimento investigativo, sia da parte dell'Autorità giudiziaria che della parte civile nell'ambito delle indagini difensive», è quanto ha affermato il legale della famiglia Loffredo, Angelo Pisani, che stasera sarà ospite della trasmissione "Porta a Porta" su Rai Uno. Questi alcuni degli aspetti meritevoli di approfondimento:

  1. Il 27 aprile 2013 Antonio Giglio, figlio dell'attuale compagna del presunto killer della piccola Fortuna, moriva cadendo dal settimo piano del Parco Verde. A distanza di un anno Chicca muore nello stesso palazzo e con modalità simili. I recenti sviluppi investigativi portano a rivalutare anche la morte di Giglio Antonio per il quale il papà chiede giustizia. Specie se si considera questo brano di una intercettazione ambientale della nonna di Antonio: «Quando è morto mio nipote non ho accusato nessuno, ho detto che nessuno stava a casa mia. Non ho fatto come hanno fatto loro».
  2. Durante uno dei colloqui protetti, una delle sorelle del piccolo Antonio dice: «Tutti gli uomini hanno i serpenti». Visto il terribile contesto in cui si è svolta questa tragica vicenda potrebbe essere necessario verificare se possono esserci ulteriori autori di abusi.
  3.  Giungono numerose telefonate anonime alla struttura protetta che accoglie le sorelline del piccolo di tre anni. Telefonate che iniziano appena arrivano le bimbe e che non erano mai avvenute prima.
  4. Alla sorella più grande viene chiesto, sempre durante un colloquio protetto, dove si trovavano lei e la madre quando Chicca esce per andare a cambiare le scarpe. La bimba risponde all'ottavo piano ma loro abitano al settimo e Chicca era diretta al sesto dove abitava. La ragazzina dichiara anche che quando esce di casa con la madre per andare a chiamare Fortuna per giocare vanno verso l'ottavo piano ma sarebbero dovute andare verso il sesto. Sorgono quindi dubbi su dove si trovava la Fabozzi nel momento della morte di Fortuna.
  5. Fortuna presumibilmente viene lanciata nel vuoto dal terrazzo dell'ottavo piano. Terrazzo a cui si accede da un cancello le cui chiavi sono nell'esclusiva disponibilità del patrigno di Fortuna. Il cancello è solitamente chiuso ma la mattina del 24 giugno del 2014 era aperto. Diventa quindi cruciale stabilire perché il cancello viene aperto e perché rimane aperto e apparentemente incustodito.
  6.  L'ex suocera della mamma di Chicca, dichiara che la mattina del 24 giugno lei era seduta in casa in modo tale da vedere costantemente la scala che conduce all'ottavo piano dove lei abita. Si siede verso le 11:00 e si alza dopo aver sentito le urla. Esclude quindi che qualcuno sia salito all'ottavo piano. Precisa anche che per lei era abituale sedersi in casa vicino alla finestra che da sulle scale. Questa circostanza poi è smentita da un altro condomino.
  7. Uno dei sandali indossati da Chicca non viene ritrovato. In un'intercettazione ambientale si coglie l'ammissione dell'ex suocera della mamma di Fortuna, è lei che ha trovato il sandalo e lo ha buttato. Si aprono interrogativi molto importanti: dove ha trovato di preciso il sandalo? Dove e perché lo butta? Sia Caputo che la Fabozzi esprimono, in colloqui intercettati, la propria preoccupazione per il sandalo che Chicca perde.
  8. La sorella maggiore di Antonio Giglio durante un colloquio con la nonna dice: «a Chicca la volevano buttare giù, la volevano buttare giù». Il plurale è casuale o indicativo di altre persone coinvolte?
  9. Il presunto killer della bimba, Raimondo Caputo, in un colloquio con la convivente dice di aver morso Fortuna vicino ad una gamba. Ha sicura importanza stabilire dove e quando avviene.

«Abbiamo tutti, società civile ed istituzioni, il dovere di scoprire e capire la verità per arrestare ogni mostro e salvare altri bambini in pericolo. L'omicidio Fortuna ha ancora tanti punti da chiarire», conclude l'avvocato Pisani. © Riproduzione riservata