Venerdi 22 settembre 2017 19:10

Tritolo per uccidere il Procuratore capo di Napoli Colangelo: la confessione di un pentito della Sacra Corona Unita




NAPOLI - Il tritolo recuperato venerdì scorso in Puglia, a Gioia del Colle, sarebbe stato utilizzato per un uccidere il Procuratore capo di Napoli, Giovanni Colangelo. A rivelarlo ai magistrati della Dda di Bari è stato un pentito vicino alla Sacra Corona Unita ma originario del napoletano il quale, in galera, alla fine del 2015, sarebbe entrato in contatto con uomini della camorra che parlavano di un agguato al pm, in programma nei pressi di Gioia del Colle, in provincia di Bari, dove Colangelo risiede. Intanto al Procuratore di Napoli è stata rafforzata la scorta. Sulla vicenda indaga il pm antimafia barese Roberto Rossi, che ha coordinato anche le indagini che hanno portato al sequestro dei 550 grammi di esplosivo letale, nascosto sotto un albero, di fronte al cancello della tenuta di un boss di Gioia del Colle il quale per questa vicenda è attualmente in carcere con altre quattro persone. «Non possiamo che plaudire al lavoro del pm Roberto Rossi di Bari e alle forze dell'ordine che hanno sventato il piano omicida contro il Procuratore capo di Napoli Giovanni Colangelo - hanno spiegato i membri Movimento 5 Stelle della commissione Antimafia - Esprimiamo con forza la nostra incondizionata vicinanza e sostegno ad un uomo dello Stato che con i suoi magistrati sta infliggendo durissimi colpi alla camorra. Il procuratore ha dimostrato grandi doti professionali e umane, un profondo senso dello Stato, soprattutto quando richiama tutti alla lotta alla criminalità organizzata, coinvolgendo la politica e le istituzioni, perché le mafie non si combattono solo con gli arresti ma con un vero e profondo cambiamento culturale». © Riproduzione riservata