Venerdi 18 agosto 2017 03:21

Napoli, società fittizie per evadere l’Iva: scoperta frode da otto milioni di euro
Il sistema si basava sulla cosiddetta "frode carosello" che ha consentito all'organizzazione criminale di produrre fatture per milioni di euro per operazioni d'acquisto inesistenti




NAPOLI - Questa mattina i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli hanno dato esecuzione a dieci ordinanze cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Napoli Nord nei confronti di altrettante persone accusate dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, all'emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, nonchè al riciclaggio, all'indebita compensazione e alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

L'indagine, condotta dalla Guardia di Finanza di Napoli e dall'Ufficio Antifrode dell'Agenzia delle Entrate, ha condotto all'individuazione di una vero e proprio sistema di frode ramificato in tutta la Provincia di Napoli e specializzato nella cosiddetta "frode carosello", un sistema che ha consentito per anni all'organizzazione criminale di produrre fatture per milioni di euro per inesistenti operazioni d'acquisto di prodotti informatici ed elettronici di largo consumo. I fatti risalgono al periodo 2010-2014, quando società fittizie intestate a prestanomi acquisivano i prodotti in regime di esenzione Iva, così da omettere le dichiarazioni dei redditi e risultare insolventi dopo un breve periodo di attività. In realtà, una volta acquisita la merce senza versare la relativa Iva, le società rivendevano il prodotto sottocosto oppure simulavano vendite a società filtro che fungevano da passaggio intermedio verso il reale destinatario del prodotto.

Un sistema di evasione fiscale che ha consentito di sottrarre quasi otto milioni di euro alle casse dell'Erario statale, a fronte dei quali il Gip del Tribunale di Napoli Nord ha disposto un provvedimento di sequestro patrimoniale nei confronti dei dieci indagati per una somma pari a quella illecitamente sottratta, secondo l'accusa, alle casse dello Stato, nonchè il sequestro di 4 immobili intestati ai figli minorenni di alcuni degli indagati, per tre dei quali il giudice ha deciso di disporre la custodia cautelare in carcere.

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