Mercoledi 23 agosto 2017 21:34

Sartoria napoletana vendeva capi “made in China”. Sequestri in nota griffe




ROMA - Si è conclusa stamane un'indagine avviata dai finanzieri del comando provinciale di Roma e coordinata dalla Procura di Civitavecchia. Da quanto si apprende i militari avrebbero rintracciato nell'area merci dell'aeroporto di Fiumicino un'enorme partita di prodotti d'abbigliamento, riconducibile ad una noto marchio di origine napoletana, con annessi i certificati di garanzia sulla provenienza e la qualità della merce e, insieme, un'etichetta asportabile recante la dicitura "Made in China". Segnali che sono bastati ad allertare i finanzieri che hanno incrociato le prime informazioni rilevate ai prezzi di vendita al dettaglio e in outlet, riuscendo così a far emergere il tentativo di truffa perpetrato ai danni dei clienti. Tuttavia non si è provveduto immediatamente ad eseguire il sequestro dei prodotti, permettendo così agli uomini delle Fiamme Gialle di seguire il percorso della merce fino ai siti di stoccaggio e alle relative sedi di vendita. Solo dopo sono stati effettuati, assieme ai reparti mobili locali, perquisizioni a Roma, Napoli, San Cesareo, Ischia e Bologna, con controlli anche nei grossi centri commerciali di Valmontone e Marcianise, nel sito di stoccaggio della merce. a Nola, e, infine, nella sede legale ed amministrativa della casa produttrice. Sono così riusciti a risalire ad un uomo, proveniente da Napoli, che dovrà rispondere dell'introduzione di merci con segni mendaci. Infine i militari hanno disposto il sequestro di 522.000 capi d'abbigliamento. ©Riproduzione riservata