Venerdi 24 novembre 2017 01:05

Porto di Napoli, fatti brillare ordigni bellici della seconda guerra mondiale




NAPOLI - Due ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale sono stati fatti brillare questa mattina al largo del porto di Napoli. Prosegue così l'attività di individuazione, rimozione e brillamento di ordigni bellici rinvenuti nei fondali del porto di Napoli da parte dei palombari della Marina Militare. Nei giorni scorsi, la ditta Sogelma, impegnata nei rilievi del fondale marino dello scalo partenopeo propedeutici al dragaggio del fondo, ha segnalato alle competenti autorità locali la presenza di possibili ordigni inesplosi in tre distinte aree del porto: nei pressi del molo San Vincenzo, sia all’altezza dell’eliporto dove stazionano gli aliscafi non impegnati nei collegamenti, sia nei pressi dell’imboccatura dell’antico Bacino da Raddobbo, e nelle immediate vicinanze del molo Angioino, dove abitualmente attraccano le grandi navi da crociera. Dopo un'attenta ricognizione subacquea della zona durata ben 6 ore ininterrotte e condotta da quattro operatori, sono stati rinvenuti tre proiettili di grosso calibro da 155 mm, ed una bomba da mortaio per un totale di circa 80 chilogrammi di materiale esplodente. Per il particolare stato in cui si presentavano i predetti residuati bellici, è stato necessario interdire l’attracco ai transatlantici ad una parte del molo Angioino per tutta la giornata di giovedì 10 dicembre fino a quando stamane si è provveduto a radunare sott’acqua tutto il materiale rinvenuto, operazione che ha richiesto molte ore di lavoro da parte di tutto il team di palombari. Imbragati gli ordigni e mantenuti in sospensione a circa 5 metri dal pelo dell’acqua, attraverso l’uso di appositi galleggianti, con l’ausilio di un natante si è proceduti a trasportarli a circa 2 miglia al largo del porto, in un’area per l’occasione interdetta alla navigazione ed alla pesca. A questo punto, ha avuto inizio l’ultima fase dell’operazione di bonifica: il brillamento di quanto rinvenuto. Da oltre sessant'anni il nucleo Sdai (Sminamento difesa antimezzi insidiosi) del gruppo operativo subacquei della Marina Militare è attivo a bonificare i fondali dai residuati bellici. Basti pensare che nel solo anno corrente, il 2015, lungo i litorali campano, calabrese e pugliese sono stati messi in atto poco più di 70 interventi di bonifica che hanno visto la neutralizzazione di oltre 4 tonnellate di residuati bellici la cui pericolosità, ad oltre 70 anni dalla fine della guerra, è altissima a causa dell’ossidazione di spolette ed inneschi. © Riproduzione riservata