Martedi 12 dicembre 2017 13:06

Scontri Napoli-Legia Varsavia, il racconto della follia: «Massacrati senza motivo»




NAPOLI - Sono stati due giorni di pura folli quelli che hanno preceduto la partita di Europa League al San Paolo tra il Napoli e il Legia Varsavia. Tafferugli, aggressioni, la città trasformata in un campo di battaglia, ultras partenopei e polacchi le due fazioni a fronteggiarsi, in mezzo le forze dell'ordine. Il bollettino è pesante, decine di arresti e denunciati, tra cui anche due cittadini bulgari (la tifoseria del Plovdiv, squadra della seconda città del paese dopo Sofia, è gemellata con la Curva A), Quattordici invece i feriti, tre tra le file degli ultras del Legia e undici poliziotti. Gli scontri sono avvenuti in diversi punti della città, da Capodichino a piazza Garibaldi fino a Fuorigrotta poche ore prima del match. L'episodio più sconvolgente è sicuramente quello avvenuto nei pressi della stazione: nella notte tra mercoledì e giovedì, circa mezz'ora dopo la mezzanotte, tre ragazzi poco più che ventenni diretti a casa a bordo della propria auto, hanno avuto la sfortuna di incappare in una cinquantina di ultras del Legia, in ritirata verso via Marina dopo aver ingaggiato uno scontro con le forze dell'ordine. Il fatto è avvenuto al corso Arnaldo Lucci. «Non abbiamo capito nulla, ci stavano massacrando senza motivo - ha raccontato a Il Mattino il ragazzo che era alla guida - Ci hanno fermati e hanno preso a calci la macchina, aperto gli sportelli, ci hanno tirato fuori e se la sono presa con noi. Poi hanno lanciato un fumogeno nell’abitacolo. Per fortuna siamo riusciti a scappare». «Noi stavamo tornando a casa - gli fa eco il cugino - Ci hanno assalito come degli animali, non è possibile. Ci hanno distrutto la macchina, a lui hanno rotto il naso, ma perché?» © Riproduzione riservata