Mercoledi 16 agosto 2017 19:33

Vendetta d’amore. Invito trappola, poi la rapa a zero: due donne arrestate a Napoli




  NAPOLI - Storia di amori e gelosie, maturata nella Napoli popolare. Due donne, di 29 e 28 anni, sono state arrestate dalla polizia con l'accusa in concorso di sequestro di persona, violenza privata e lesioni personali dolose. Già note dalle forze dell'ordine, le due sono finite in manette per aver vendicato violentemente un affronto amoroso subito dalla ventinovenne. L'incredibile vicenda inizia quando la donna, dopo sette anni di convivenza e due figli, viene lasciata dal compagno. L'inquietudine diventa rabbia nel momento in cui scopre che il suo ex sta frequentando una 23enne, situazione che le fa subito credere che la rottura della loro unione era dovuta proprio alla presenza della giovane donna. La nuova fiamma viene subito bollata come rivale, e la voglia di vendetta sale. Iniziano le minacce e telefono: quella storia deve finire. L'opera persuasiva non si ferma alle parole. L'abbandonata giunge fino a Milano, dove la 23enne si era recata con il neo fidanzato per trascorrere le festività natalizie. Non soddisfatta di ciò, si reca anche presso l’abitazione materna della 23enne, rappresentando alla mamma ciò che aveva fatto la figlia, riempendola di insulti e formulando minacce anche di morte. Difficile portare avanti una relazione con questi presupposti e così la relazione tra "l'uomo conteso" e la ragazza finisce per interrompersi, L'uomo fa ritorno a Napoli da solo e la vittima riceve un’ennesima chiamata ma, questa volta, il tono di voce è più confidenziale, quasi amichevole. Tutto finito? Niente affatto. La 29enne, infatti, invita la sua rivale a far rientro a Napoli, promettendole che tra loro potrebbe nascere un’amicizia. Le reali intenzioni, però, sono ben altre. Con folle lucidità, inizia una commedia volta a consumare la sua vendetta. La 23enne, tornata a Napoli, accetta di uscire con la nuova "amica" e altre due donne. Dopo aver fatto un giro in auto, viene condotta nell’appartamento della 28enne. A questo punto, la situazione inizia a delinearsi per quello che è. Il tono della presunta nuova amica cambia totalmente, confessando alla giovane donna che, benché avesse dato la sua parola alla madre che non avrebbe usato violenza, avrebbe dovuto comunque punirla con uno “sfregio”, per quanto aveva fatto. Circondata dalle spalleggiatrici della f"amica", la vittima prende posto al tavolo dove, prima del suo arrivo, erano state riposte delle grosse forbici, un rasoio elettrico ed un coltello da cucina con lama seghettata, che la 28enne utilizza, con violenza, per raderle a zero i suoi capelli lunghi rossi. Tra incitamenti, video girati con lo smartphone ed epiteti, si consuma la vendetta. Solo dopo aver portato a termine la rapatura, la padrona di casa riaccompagna la vittima a casa, ove i familiari, dopo aver visto quanto era accaduto, chiamano la polizia. La 23enne viene medicata in ospedale per lesioni giudicate guaribili in 15 giorni. In commissariato la ragazza riconosce quasi subito le sue aguzzine in due foto segnaletiche. Gli agenti, individuata l'abitazione in cui si è compiuta la violenza, posta al piano terra nella zona di San Gregorio Armeno, notano attraverso una finestra che su di un tavolo sono presenti le forbici ed il coltello descritti dalla vittima. Non solo. Sono presenti residui di capelli lunghi un po’ ovunque. Anche nel contenitore dell’immondizia, dove viene rinvenuto un sacchetto contenente i capelli della vittima, nonché un rasoio elettrico. A quel punto scattano le manette per le due donne che, dopo una nottata trascorsa nelle camere di sicurezza della Questura, sono state condotte al carcere femminile di Pozzuoli. © Riproduzione riservata