Mercoledi 22 novembre 2017 08:28

Rapina choc in una pizzeria all’Arenaccia: la pistola si inceppa, donna viva per miracolo

12 maggio 2017



NAPOLI - Terrore ieri sera in una nota pizzeria in via Sant'Alfonso Maria dè Liguori, a Napoli, in zona Arenaccia, dove è stata una sventata una rapina che per mero miracolo non si è trasformata in tragedia.

Ieri sera alcuni agenti di polizia hanno notato due persone con sciarpe e scaldacollo entrare nella pizzeria e, intuendo che era in corso una rapina, hanno allertato la sala operativa. Intanto i due malviventi, un 19enne e un 40enne, mettevano in atto la rapina: il più giovane dopo aver estratto una pistola ha puntato l'arma alla testa di un uomo che era dietro la cassa, mentre il complice tentava di impossessarsi dei suoi monili d'oro. Stesso trattamento è stato riservato alla sorella del titolare: in questo caso il malvivente ha premuto anche il grilletto della pistola che, per fortuna, si è inceppato, evitando lo sparo. A questo gli agenti si sono avvicinati all'ingresso della pizzeria esortando i rapinatori a deporre le armi e ad arrendersi, ma il 19enne, sentendosi in trappola, ha puntato la pistola contro gli agenti. Fortunatamente è intervenuto il complice del giovane rapinatore che lo ha disarmato lanciando l'arma in un cestino dei rifiuti dove è stata successivamente recuperata dagli agenti di polizia.

In quel momento è nata una colluttazione tra il titolare della pizzeria e il 19enne, al quale è stato sfilato lo scaldacollo ed è stato riconosciuto come un frequentatore del quartiere Sanità. I poliziotti hanno arrestato i due rapinatori ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di tentato omicidio, rapina aggravata, porto e detenzione di arma clandestina con matricola abrasa e relativo munizionamento. Nel corso della colluttazione il 19enne ha riportato lesioni per le quali è stato portato in ospedale, dove è attualmente ricoverato in stato di arresto in attesa di essere trasferito al carcere di Poggioreale, come già accaduto per il complice dopo una notte trascorsa nelle camere di sicurezza della Questura.

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