Sabato 18 novembre 2017 09:33

Caso Tiziana Cantone, la procura chiede l’archiviazione
La procura di Napoli Nord ha chiesto l'archiviazione dell'indagine aperta all'indomani del suicidio di Tiziana Cantone

12 settembre 2017



NAPOLI - Il caso Tiziana Cantone potrebbe chiudersi con un nulla difatto. La procura Napoli Nord ha chiesto l'archiviazione dell'indagine per istigazione al suicidio aperta dopo il suicidio della ragazza, finita alla gogna del web dopo alcuni filmati diffusi sul web in cui appariva durante atti sessuali. L'inchiesta - coordinata dal procuratore Francesco Greco - era stata avviata contro ignoti. Sulla richiesta dei pm dovrà pronunciarsi il gip nei prossimi giorni. Sulla vicenda era stata avviata anche una indagine parallela, da parte della procura di Napoli, approdata nel marzo scorso alla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del fidanzato di Tiziana che, in concorso con la vittima, per l'ipotesi di calunnia ai danni di cinque persone che sarebbero state accusate falsamente di aver divulgato in rete i video hard.

La lettera aperta della madre

La madre di Tiziana, nel frattempo, ha diffuso una lettera aperta indirizzata alla terza carica dello Stato. «La presidente della Camera Laura Boldrini - scrive la signora Giglio - ha denunciato quelli che sul web, i cosiddetti haters, si divertono a insultare gli altri, con un linguaggio provocatorio, violento, fatto di commenti offensivi, sessisti e di discriminazioni verso le donne specialmente. La sua denuncia ha fatto sì che si mobilitassero subito tutte le autorità. Insomma, si è mobilitata mezza nazione per la presidente, individuando tempestivamente i colpevoli. A questo punto, a una madre, che ha perso in modo tragico per tante negligenze, la propria e unica figlia, viene da chiedersi: ma la giustizia non dovrebbe essere uguale per tutti?».

Tiziana «non ambiva a nessuna popolarità e non cercava di farsi strada e di avere successo in nessun campo. Eppure non è riuscita a mettere fine a tutta la gogna mediatica e alle diffamazioni che subiva, che si perpetravano nel tempo e dopo due anni sono ancora senza risposte. Non è stato individuato neanche un colpevole, di tutto ciò che ha dovuto subire la mia povera Tiziana, un anno di tritacarne virtuale, pagine fake con i suoi profili delle quali non si conoscono ancora i nomi dei gestori, la sua immagine infarcita di epiteti senza vergogna, continue diffamazioni, ingiurie».

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