Martedi 20 febbraio 2018 10:37

Massacrato dal branco a Chiaiano, 15enne perde la milza
L'aggressione si è consumata ieri pomeriggio nei pressi della metropolitana di Chiaiano. Una gang composta di 15 ragazzi ha selvaggiamente picchiato un coetaneo

13 gennaio 2018



NAPOLI - Calci, pugni, spintoni. Una escalation di violenza assurda, criminale, immotivata. Un ragazzo di 15 anni è stato aggredito dal branco all'uscita della stazione della metropolitana di Chiaiano, intorno alle 18,30 di ieri. Era con due cugini quando è apparsa la baby gang. Il tutto si è consumato in pochi minuti. Gli strattoni senza motivo, poi le botte. I due ragazzi che erano con lui, aggrediti a loro volta, sono scappati via, riuscendo a trovare rifugio in un bar. Il 15enne, solo contro la furia cieca del branco, non ha avuto scampo. È caduto a terra, sotto i colpi degli aggressori, incassando altre botte quando era oramai al suolo.

Dopo essere riuscito a divincolarsi, è scappato via, trovando rifugio nella stazione della metropolitana. Nessuno si è curato di lui mentre gli aggressori si dileguavano. Dopo aver ritrovato gli amici, la vittima è tornata a Melito, dove vive, grazie al passaggio di un conoscente. Avvertiva forti dolori all'addome, tanto da convincere i familiari - una volta a casa - a trasportarlo all'ospedale San Giuliano di Giugliano. Lì i medici hanno riscontrato un danno alla milza, che gli è stata asportata. Già in serata sono partite le indagini. La polizia è al lavoro per risalire alle identità dei componenti della gang. Sono al vaglio le immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nei paraggi. Ogni elemento utile al lavoro degli inquirenti sarà acquisito. Grazie al racconto dei malcapitati c'è un punto da cui partire.

La gang è composta da quindici ragazzini, probabilmente minorenni, che non si sono fatti scrupolo di picchiare senza pietà uno sconosciuto. «Queste cose non devono più accadere, ora vogliamo giustizia», ha detto al Tgr la madre del ragazzo. Ma il problema della violenza giovanile a Napoli si fa sempre più grave. Picchiare sconosciuti è oramai un concetto sdoganato in alcune stratificazioni. Il questore De Iesu, parlando all'Ansa, ha invocato la collaborazione dei cittadini. «Anche questa volta nessuno ci ha chiamato per raccontarci quanto successo», ha spiegato con una vena di amarezza.

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