Venerdi 24 novembre 2017 06:37

Lavori al Bosco di Capodimonte, attivisti occupano uffici e fotografano operai senza protezioni




NAPOLI - Il bosco di Capodimonte è chiuso da una settimana per lavori - specialmente in zona Via Miano - e stamattina alcune decine di attivisti di cooperative della zona, hanno deciso di occupare gli uffici del Casino del Principe per ottenere risposte dall'architetto Gullo, direttore della struttura. Intanto fuori il parco imperversa il degrado, coi muri di cinta sorretti da barbacani, mentre i lavori imperversano all'interno, in uno stato che non rispetta la sicurezza dei lavoratori - come documentano le foto dei manifestanti che stamattina si sono introdotti all'interno del parco. Michela, attivista del comitato Villa De Luca, ha detto «Abbiamo contestato non solo disservizi come la chiusura del parco, la ormai perenne presenza di quei barbacani mostruosi all’esterno e la perenne assenza di spiegazioni, ma fatti a nostro avviso ancora più gravi come una crescente cementificazione del Bosco e le notizie, mai smentite, sulla possibilità di inserire un ticket di ingresso» A sei milioni ammonta la cifra destinata al restauro delle antiche strutture presenti all'interno dei giardini di Capodimonte, fra le quali ci sono anche ex-scuole ormai sgomberate «che però, secondo tutti noi che viviamo il parco quotidianamente vede ora cubature molto maggiori di quelle visibili in precedenza. L’architetto Gullo (che oltre ad essere direttore del Bosco per conto della Sovrintendenza, è anche progettista, direttore dei lavori, coordinatore per la progettazione, responsabile dei lavori, coordinatore per l’esecuzione) sostiene che esistono vecchie planimetrie originarie, che però raccontano di strutture cancellate dai secoli, non di questa specie di mega-polo in cemento che si vede oggi - così i comitati in una nota, che conclude - Anche l’utilizzo finale del progetto resta assolutamente vago: il direttore ha parlato di polo eno-gastronomico ed altre attività ma niente si è capito su chi saranno i gestori, quali le garanzie sull’impatto ambientale» Intanto arriva la smentita sul ticket da parte dell'architetto Gullo, che tuttavia, riferiscono gli attivisti, non ha speso parole per il presunto super-manager che subentrerà successivamente. Un altro attivista di Villetta Frullone, denuncia «Ci siamo poi recati al cantiere affidato ad un’impresa connessa a figure già attenzionate per appalti relativi al G8 e Tav-. Arrivati sul posto abbiamo potuto constatare che era stato rimosso il giornale di cantiere che avevamo fotografato il giorno prima e l’assoluta mancanza di misure di sicurezza dei lavoratori (niente caschi, niente funi, è tutto documentato fotograficamente) oltre alle megastrutture menzionate. L’architetto Gullo ha “garantito” un’immediata riaffissione del foglio di cantiere». «Noi non ci fermiamo, il Bosco è il più importante parco urbano, appartiene a tutti i cittadini e la Soprintendenza non può gestirlo senza adeguata trasparenza sui progetti, come fosse una sua vicenda privata. Presto lanceremo tutti insieme un assemblea pubblica che pretenda trasparenza e la difesa del parco dalla cementificazione e dalla speculazione oltre che il suo accesso sempre libero e gratuito» L'iniziativa si è conclusa con un corteo a scopo informativo per le strade del quartiere, composto da attivisti di Villa De Luca autogestita, Villetta Frullone, comitato Uanema, Associazione Il Bosco e Campagna Scacco Matto. ©Riproduzione riservata