Mercoledi 20 settembre 2017 14:57

Studenti in piazza contro la “Buona Scuola”. Scontri al corteo: bombe carta e fumogeni, feriti due ragazzi




NAPOLI - Caos e disordini nel centro di Napoli dove migliaia di studenti si sono mobilitati contro la "Buona Scuola". Nei pressi del bar Gambrinus, in piazza Trieste e Trento, si sono verificate cariche di alleggerimento delle forze dell'ordine nelle quali due studenti sono rimasti feriti. Uno è stato trasportato in ospedale. Contusi anche quattro poliziotti. Da quanto si apprende due giovani sono stati fermati e accompagnati in Questura, mentre un giovane ha accusato un malore mentre i poliziotti, in assetto antisommossa, caricavano. Alla testa del corteo, si apprende dalla polizia, c'erano giovani che indossavano caschi e scudi di polistirolo. Un folto gruppo di giovani, dopo le tensioni, ha abbandonato il corteo. Alcune bombe carta sono state esplose nei pressi del Palazzo Reale e del teatro di San Carlo. Panico tra i passanti per l'esplosione di petardi e fumogeni, mentre il corteo procede verso piazza Municipio. Fumogeni cori e striscioni accompagnano la marcia degli studenti partiti in mattinata da piazza Garibaldi. «Il 13 novembre noi studenti, assieme ai Cobas e a tutte le componenti attive del mondo della scuola, scenderemo in piazza nuovamente». Avevano annunciato i vari collettivi in una nota. «Già il 9 ottobre - si legge - abbiamo fatto sentire la nostra voce nelle piazze, per dire no al lavoro gratuito, no alla figura del preside sceriffo, no alla sottrazione del diritto allo studio. La riforma approvata a luglio - spiegano ancora i promotori della mobilitazione - non fa altro che aumentare il divario tra scuole di serie A e scuole di serie B, riproponendo ossessivamente il modello invalsi come metro di valutazione. La scuola è il luogo dove passiamo gran parte del nostro tempo, e molto spesso le strutture che ci ospitano cadono a pezzi, vittime dell'incuria e della mancanza di fondi appropriati. L'accesso al diritto allo studio è ormai ostacolato da una marea di fattori: i trasporti non funzionanti a volte non ci consentono nemmeno di arrivare nelle nostre scuole, il caro libri è arrivato a dei prezzi esorbitanti ormai non più sostenibili in tempo di crisi, e molto spesso chi non è nella condizione di pagare il contributo così detto volontario viene escluso da tutti i progetti extracurriculari all'interno delle singole scuole». © Riproduzione riservata