Domenica 24 settembre 2017 10:24

Favori al clan: indagati anche un finanziere e un carabiniere. Colangelo «ancora politica-camorra»




NAPOLI - Ci sono anche un carabiniere e un finanziere, entrambi indagati, in servizio presso i rispettivi comandi provinciali di Caserta, nell'inchiesta, denominata Medea, che ha portato in carcere questa mattina 13 persone, tra imprenditori e politici ritenuti collusi con il clan guidato dal boss Michele Zagaria. Secondo le indagini nel ruolo di ufficiali di polizia giudiziaria avrebbero rivelato ad un imprenditore vicino al clan Zagaria, notizie riservate relative all'indagine su Nicola Cosentino e il fratello Giovanni, ottenendo in cambio svariati favori, tra viaggi e posti di lavoro per parenti. In particolare il brigadiere dei carabinieri avrebbe ricevuto un viaggio per il figlio al Sestriere, l'assunzione della figlia presso un'azienda che lavorava all'ospedale di Caserta, struttura risultata infiltrata dal clan Zagaria, attraverso l'interessamento dell'allora dirigente dell'azienda sanitaria Carmine Iovine, parente di Antonio Iovine, mentre il finanziere, in servizio al Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta, avrebbe rivelato notizie relative ad un'indagine penale che la Finanza svolgeva proprio sul conto dei due imprenditori. L'inchiesta è coordinata dal pool anticamorra guidato dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e dai Pm Maurizio Giordano, Catello Maresca, Cesare Sirignano e dall'attuale consigliere Csm Antonello Ardituro. Chiara l'ipotesi investigativa: per anni i lavori per la rete idrica dell'acquedotto campano sarebbero stati gestiti in un regime di somma urgenza, favorendo aziende legate alla camorra e uomini politici oggi alle prese con rapporti sospetti sul territorio. Corruzione è l'accusa principale condotta dalla Procura di Giovanni Colangelo che nel corso di una conferenza stampa ha dichiarato «ancora una volta la camorra imprenditrice intreccia i suoi affari con la politica». Poi ha sottolineato «duole dirlo ma le indagini del nucleo speciale dei carabinieri e del comando di Caserta, che ha attuato le misure, hanno evidenziato condotte illecita di uomini dei carabinieri e guardia finanza. Il legame del clan con politici sia attivi, sia che abbiano da poco chiuso la loro attività politica, per finalità che come spesso capita nella zona dei Casalesi sono quelle di assicurarsi appalti, in particolare in opere idriche». © Riproduzione riservata