Mercoledi 23 agosto 2017 17:49

Contromano in tangenziale, condanna a 20 anni per Mormile: fu omicidio volontario




NAPOLI - Venti anni di reclusione. E' la condanna inflitta in primo grado ad Aniello Mormile, il giovane che - la notte tra il 24 e il 25 luglio 2015 - provocò la morte della fidanzata, Livia Barbato, e di un imprenditore di Torre Annunziata dopo aver fatto inversione in tangenziale, procedendo contromano. Il giudice Rosa De Ruggero ha accolto la richiesta del pm Prisco, del pool coordinato dal procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso, secondo cui l'imputato era lucido al momento dell'incidente. Rigettata la tesi della difesa che voleva Mormile in preda ad un black out determinato dall'alcol. La condanna, dunque, è per duplice omicidio volontario e non per omicidio colposo, come sostenuto dagli avvocati dell'imputato, processato con rito abbreviato. Al momento della lettura della sentenza il silenzio dell'aula è stato rotto dalle urla dei parenti di Livia Barbato che hanno inveito contro Mormile. IL FATTO - La notte tra il 24 e il 25 luglio di un anno fa Livia Barbato e il fidanzato, Aniello Mormile, sono di ritorno dopo una serata passata in un locale dove il giovane ha tenuto un dj set. E' quasi mattina, la loro auto procede in tangenziale con il ragazzo alla guida quando, all'improvviso, questi sterza e inizia a procedere contromano. La corsa si conclude con uno scontro mortale in cui perdono la vita la ragazza e un 48enne di Torre del Greco, che viaggiava a bordo dell'auto impattata da Mormile. © Riproduzione riservata