Domenica 24 settembre 2017 06:57

Suicidio Tiziana, i pm indagano per “induzione al suicidio”




NAPOLI - Cinque anni fa, quando uscì in rete il video hot che ritraeva Tiziana Cantone, la 31enne suicidata per non aver retto alla vergogna e alla cattiveria del web, il giudice del tribunale di Aversa, aveva riconosciuto in questa brutta vicenda la lesione del diritto alla privacy della giovane, contestando ai vari social forum di non aver rimosso all’istante i video lesivi della sua reputazione. All'epoca il suo legale aveva citato in giudizio non solo chi ha postato i video, sui quali ora sono in corso le indagini preliminari ma anche lo stesso Facebook Ireland, Yahoo Italia, Google e Youtube, sostenendo che fosse applicato il diritto all’oblio, ottenendo il provvedimento d’urgenza che comporta in caso di inadempienza una multa fino a 10mila euro al giorno per i motori di ricerca e Facebook Ireland. Ma ora le cose sono cambiate, ora si procede per «induzione al suicidio» così come ha commentato lapidariamente Francesco Greco, procuratore capo della Procura di Napoli Nord, che auspica anche ad un rapido intervento del legislatore per mettere ordine sui casi di bullismo, stalking e violazione della privacy commessi in rete. Senza più una vita privata, che nemmeno il cambio del cognome le aveva ridato, senza più un lavoro e costretta ogni giorno a vivere e a fare i conti con gli sguardi allusivi della gente del piccolo paese in cui viveva, quale è Mugnano, Tiziana, quando ha realizzato di essere impotente di fronte alla violenza del web, ha deciso di farla finita.