Mercoledi 20 settembre 2017 04:09

Due mamme per il piccolo Ruben, indaga il Prefetto di Napoli




NAPOLI - Lo scorso 30 settembre nella casa Comunale di Napoli centro è stato trascritto l'atto di nascita di Ruben, il bimbo con due mamme. Questa la cronaca. Ma sul riconoscimento della genitorialità delle due mamme il prefetto, Gerarda Pantalone, ha chiesto al Comune gli atti relativi alla registrazione dell’atto di nascita del bimbo con due mamme, Daniela e Marta, sposate in Spagna dove il piccolo è nato. Dunque la prefettura di Napoli ha aperto un fascicolo amministrativo per valutare insieme al ministero gli atti andando ad iscriversi fuori la nostra Costituzione che legittima il matrimonio tra persone di sesso differente e che quindi il riconoscimento della genitorialità delle due donne si posiziona al di fuori della tradizione civilistica. «Occorre — spiega il prefetto — la conoscenza degli atti per verificare come stanno le cose, al di là del clamore riservato dai giornali alla notizia. Prima di allora non sarà possibile fare alcun commento in merito». Se da un lato la Pantalone si riserva nell'esprimere considerazioni, dall'altro il sindaco di Napoli è ritornato sull'argomento battendosi sul diritto all'esistenza che va oltre l'adozione da parte della coppia omosessuale. «L'atto - dichiara - è stato trascritto lo scorso 30 settembre e la registrazione della nascita nasce dalla volontà di far prevalere il diritto all’esistenza di un bambino affinché possa muoversi e circolare in Europa, possa ricevere assistenza sanitaria e avere il diritto all’identità». La registrazione, infatti, ha consentito al bambino di poter avere un documento d’identità e un passaporto sebbene per alcuni giuristi non avrebbero legittimità trattandosi di mera trascrizione anagrafica. Ma ciò che ha gettato ancor più nel disordine giuridico questa delicata situazione è la scelta di De Magistris, già adottata nell'estate 2014,  a consentire la registrazione dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero. Una scelta non condivisa dal Governo e già a suo tempo stigmatizzata. © Riproduzione riservata