Napoli capitale del contrabbando di sigarette, come negli anni settanta




Negli anni settanta e ottanta era il business su cui si mantenevano gli affari della malavita napoletana. Il contrabbando di sigarette e la successiva commercializzazione delle "bionde" era quasi un fenomeno di costume, riprodotto anche nella cinematografia. Inseguimenti nel Golfo tra i veloci motoscafi degli scafisti e i mezzi della Guardia di finanza, seguiti con curiosità dal lungomare. Altri tempi, che sembrano però ritornare. E' Napoli, infatti, la città italiana maggiormente interessata dal fenomeno delle sigarette di contrabbando. Numeri ben lontani dai tempi in cui le "bionde" erano un comparto economico che impiegava ottantamila napoletani, ma comunque consistenti. 35 pacchetti su cento trovati per strada in città risultano non destinati al mercato italiano. Nel capoluogo campano, inoltre, le "bionde" contraffatte rappresentano il 33 percento di quelle non prodotte per il mercato Ue. Le cifre emergono da una ricerca commissionata da Philip Morris, i cui risultati sono stati resi noti nel corso del convegno "Coltiviamo il futuro" a Caserta, in occasione dell'accordo tra la multinazionale e la Coldiretti. Portando il discorso su scala nazionale, In Italia nel 2014 sono stati consumati 4,4 miliardi di sigarette illegali che rappresentato il 5,6 percento del consumo totale. Nel 2015 il fenomeno sembra mostrare una certa stabilità, nonostante l'aumento dei prezzi. © Riproduzione riservata