Domenica 20 agosto 2017 21:09

Restauro della Cassa Armonica, esultano i comitati civici: tornano i vetri bicolori

15 marzo 2016



NAPOLI - Dopo mesi di proteste e mobilitazioni per far tornare la Cassa Armonica al suo aspetto cromatico originario, comitati civici e attivisti incassano con soddisfazione il passo indietro del Comune e della Soprintendenza ai beni architettonici che, di comune accordo, hanno deciso di sostituire alle lastre in policarbonato trasparente impiegate nel restauro della corona dell'opera di Enrico Alvino vetrate di colore verde e giallo, in linea con la policromia del progetto originario.

«Alla fine si è trattata di una tempesta in un bicchiere d’acqua - è il commento del soprintendente Luciano Garella - I nostri validissimi architetti hanno studiato i documenti d’epoca, in particolare un articolo che riferiva dell’inaugurazione della Cassa Armonica in cui era perfettamente indicata la policromia. E il progetto si atterrà a questo». Una vicenda quella del restauro della Cassa Armonica che ha suscitato fin dall'inizio dei lavori forti polemiche da parte dei cittadini, contrari all'utilizzo di pannelli trasparenti in luogo delle ben più colorate vetrate gialle e verdi che per decenni hanno ricoperto la corolla del monumento, al punto da presentare un ricorso al ministero dei Beni culturali per chiedere l’adozione di vetri bicolori al posto del policarbonato trasparente.

«In realtà - spiega l'assessore all'Urbanistica, Carmine Piscopo -  il ministero ha inviato una nota al Comune e alla Soprintendenza in cui concorda con il buon lavoro che abbiamo svolto per la Cassa Armonica. In seguito è stato valutato un nuovo progetto: inizialmente avevamo fatto riferimento all’idea originaria di Alvino, che aveva previsto l’utilizzo di vetri trasparenti. Poi la soprintendenza ha voluto ricostruire su basi iconografiche i vetri della corolla, facendo riferimento alla progettazione nel corso della quale è stato adottato il doppio colore. La Soprintendenza ha comunque sempre detto che le campionature finali sarebbero state decise in sede di cantiere e ha valutato di ricostruire l’immagine che tutti conosciamo della Cassa Armonica».

Durante le loro proteste i comitati civici avevano lamentato non solo un problema estetico, ma anche una carenza funzionale legata al fatto che il policarbonato assorbe i suoni al posto di espanderli, il che avrebbe trasformato l'opera di Alvino in un chiosco: «Non siamo competenti sulle questioni sonore, ma posso confermare che saranno utilizzati vetri - precisa Carella -  Non quelli d’epoca che sono andati distrutti. Ma certamente vetri in linea con le normative sulla sicurezza attuale».

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