Mercoledi 23 agosto 2017 21:29

Napoli. Pestaggio del controllore ai tornelli della metropolitana, già liberi gli aggressori




NAPOLI - I cinque aggressori del controllore, pestato ai tornelli della stazione Municipio, sono già liberi. Così ha deciso il giudice nell'udienza di convalida proprio mentre la cittadinanza si indignava dinanzi alle immagini delle telecamere a circuito chiuso che hanno fatto il giro del web. Gli autori del gesto sono operai di Scampia di ritorno a casa dopo una giornata di lavoro. Non ci ha messo molto l'Ufficio prevenzione generale della Questura ad individuarli e condurli presso la caserma di via Tanucci. Dopo aver trascorso una notte agli arresti domiciliari, gli aggressori sono già tornati in libertà. Uno solo dei cinque, con precedenti, è stato sottoposto all'obbligo di firma. Potranno circolare liberamente fino al giudizio abbreviato, fissato per il 20 maggio. Il legale dei cinque, l'avvocato Francesco Bocchino, ha esibito durante l'udienza di convalida due biglietti regolarmente obliterati, negando che i suoi assistiti volessero passare i tornelli sprovvisti del titolo di viaggio. Secondo la sua ricostruzione, gli altri non sono stati convalidati solo perché, poi, la situazione è precipitata. Afferma l'avvocato: «Non siamo in presenza di un branco, ma di operai regolarmente assunti presso una ditta, tutti incensurati con l'unica eccezione di un precedente molto risalente nel tempo. L'episodio è certamente degenerato, ma va considerato occasionale. Dalle immagini si vede che il controllore non è stato circondato. L'inseguimento non era diretto a colpire lui, bensì a fermare l'aggressore». La vittima del pestaggio, di 39 anni, continua a non darsi pace. Non si spiega tanta violenza nei suoi confronti. Stava facendo il suo lavoro, eppure si è ritrovato preda di una furia violenta del tutto inattesa. «Siamo vittime troppo spesso di aggressioni-  ha denunciato l’Amministratore Unico Anm Alberto Ramaglia in una nota -. Autisti, agenti del metrò e controllori fanno solo il loro dovere e non meritano di vivere nel terrore. Per quanto l’azienda si attrezzi con telecamere e uomini per la sorveglianza non ci sentiamo sicuri, tra minacce e insulti quotidiani, pare prevalga la legge del più forte su quella del senso civico, ormai questi delinquenti non vengono intimoriti nemmeno da una divisa. Esprimo vicinanza all’agente che ha dimostrato ancora una volta senso del dovere con il rigore del suo operato». © Riproduzione riservata