Martedi 22 agosto 2017 09:13

Società fittizie per evadere il fisco tra Napoli e Roma, 5 arresti e 45 milioni di euro sequestrati




NAPOLI - La Guardia di Finanza di Giugliano ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura, oltre ad un maxisequestro da 45 milioni di euro eseguito nei confronti di 74 persone nel corso di un'operazione denominata 'Saldo zero'. Luigi Cerchia è stato tradotto in carcere, mentre Gianrodolfo Bertoli, Donatello Di Tommasi, Stefano Miscoli e Valter De Carolis sono finiti agli arresti domiciliari. Tali soggetti sono indagati, a vario titolo, per associazione a deliquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, indebite compensazioni di crediti di imposta, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. L'attività investigativa delle Fiamme Gialle nasce in seguito alla denuncia di un lavoratore che, consultando la propria posizione lavorativa, ha scoperto di essere assunto presso un'azienda a lui del tutto sconosciuta. Dai controlli preliminari eseguiti dai militari è emerso che il datore di lavoro formale era evasore totale fin dall'inizio della propria attività, nonostante risultassero compensazioni per circa un milione di euro tramite modelli F24 'a saldo zero'. Gli illeciti dell'azienda, presso la quale risultavano assunti circa 200 lavoratori, hanno dato il via alle indagini della Guardia di Finanza che, tramite intercettazioni telefoniche, hanno portato ad falso consulente del lavoro con uffici a Qualiano e Cassino. L'uomo era dedito alla costituzione di società, intestate a "teste di legno", utili ad operare compensazioni fiscali indebite. Di tali società 'cartiere' si servivano molte aziende operanti nel Napoletano e nella provincia di Roma. Tra queste, alcune operavano lavori in regime di appalto o sub-appalto per la realizzazione di opere pubbliche rilevanti come la linea C della metropolitana di Roma o l'implementazione dell'autostrada A3 'Salerno-Reggio Calabria'. Le società fantoccio servivano ad inquadrare il personale dipendente ed estinguere i debiti relativi principalmente a contributi e oneri previdenziali. L'organizzazione criminale provvedeva anche a produrre false attestazioni di regolarità previdenziale, indispensabili per ottenere appalti pubblici. La Guardia di Finanza, nel periodo 2009-2013, ha rilevato 1669 interposizioni fittizie di manodopera, con relativo danno all'erario per circa 45 milioni di euro, oltre all'assunzione fittizia di circa 250 lavoratori extracomunitari, finalizzata esclusivamente all'ottenimento del permesso di soggiorno. © Riproduzione riservata