Lunedi 20 novembre 2017 22:15

Dispersione scolastica a Napoli, è allarme. Circa il 12% dei bambini non va a scuola




NAPOLI - Rafforzare l'impegno contro la dispersione scolastica replicando le azioni positive già avviate e migliorando il rapporto tra le istituzione scolastiche e i servizi sociali, è quanto discusso oggi in Commissione Scuola del Comune di Napoli, presieduta da Luigi Felaco, con la partecipazione di Andrea Morniroli, referente su questo tema e su quelli dei migranti e delle altre tematiche sociali per l'assessorato all'Istruzione. I dati sulla dispersione scolastica che si registrano a Napoli, e più in generale in tutta la Regione, è di un tasso elevato di bambini e ragazzi che si sottraggono all'obbligo di frequenza scolastica. Nello specifico, gli ultimi dati, che riguardano l'anno scolastico 2014-2015 parlano, per la scuola primaria, di 335 segnalazioni ai servizi sociali di cui 176 rientrate prima della fine dell'anno, su una platea scolastica di oltre 42mila bambini. Si tratta di evasioni distribuite in modo non omogeneo ma comunque nelle zone di maggiore disagio socio-economico. Per le scuole medie, invece, su una popolazione scolastica di oltre 31mila ragazzi, 408 sono stati gli inadempimenti registrati alla fine dell'anno. «Questi dati - ha spiegato Morniroli - vanno tuttavia letti tenendo conto delle motivazioni accertate, che per la primaria vanno ricercate prevalentemente nel disagio familiare e per le medie nella convinzione dei ragazzi dell'inutilità del percorso scolastico. Mancano, invece, le cifre della dispersione dopo il ciclo dell'obbligo. I dati, raccolti dal servizio educativo del Comune - continua - sono comunque sottostimati in quanto spesso la segnalazione delle scuole ai servizi sociali non avviene per timore di provvedimenti penalizzanti nei confronti delle famiglie e su questo l'assessorato sta lavorando per migliorare il dialogo tra le parti». Infatti tra le azioni intraprese dall'assessorato, anche la collaborazione con i servizi afferenti al welfare, l'approvazione di linee guida per il contrasto al fenomeno che evitino duplicazioni e costruiscano percorsi comuni con tutti i soggetti esterni che lavorano con la scuola (terzo settore, associazioni, singoli volontari) e che passano anche per il coinvolgimento dei genitori e per l'apertura della scuola al territorio circostante. Completano il quadro delle progettazioni la replica della sperimentazione di azioni di supporto agli studenti superiori più meritevoli ma in difficoltà economiche, già realizzata per due anni col sostegno di uno sponsor privato, e il dialogo con le comunità straniere più presenti in città per individuare modalità che evitino il proliferare delle scuole abusive.