Martedi 12 dicembre 2017 22:33

Napoli, licenziamenti e tagli ad operatori e servizi ma a rimetterci sono anziani e disabili




NAPOLI - Era indiscutibile che il bilancio approvato nel mese di agosto, nel quale era previsto un taglio per 130 milioni dei servizi di welfare dedicati all'assistenza ad anziani e disabili, non potesse far fronte alle necessità legate alla spesa assistenziale a ridosso del biennio 2016-2018. Una situazione che in questi giorni si sta discutendo nelle sale di palazzo San Giacomo, che vede protagonisti i rappresentanti del Comune, delle cooperative e delle realtà attive in città - come la Gesco, che da sola copre circa 11 settori e che in queste settimane ha disposto anche una serie di licenziamenti.

L'idea del Comune è quella di chiedere ai gestori delle cooperative di continuare a garantire il servizio fino alla fine di ottobre, sfruttando i rimasugli delle ore estive non ancora scaricate, per poter poi ripartire da fine anno.

Questa è la sostanza di ciò che si è detto durante un incontro tenutosi mercoledì scorso nelle sale di Piazza Municipio fra i membri del team di De Magistris e i dirigenti delle cooperative.

Si è ancora lontani, tuttavia, da una soluzione definitiva, almeno da quanto emerge dalle parole dell'assessore alle politiche del Welfare del Comune di Napoli, Roberta Gaeta: «Durante l’incontro abbiamo da subito incassato la disponibilità di due realtà a proseguire l’attività di assistenza, mentre con le altre ci si è accordati per fornire, eventualmente, le certificazioni di credito. Il servizio non si può fermare - ha sottolineato l'assessore - per questo chiedo a Gesco, che ha cinque giorni di tempo per ritirare i licenziamenti, di ripensarci e di incontrarci anche con la ragioneria, per trovare una soluzione».

L'obiettivo che vogliono perseguire a palazzo San Giacomo è quello di arrivare a fine anno: «La settimana scorsa c’è stata una delibera con una variazione di cassa: i soldi per proseguire l’assistenza ci sono e a breve pubblicheremo un avviso per l’assegnazione del servizio futuro». A dispetto di quanto previsto dal bilancio, sembra che il Comune stia riuscendo a coprire le spese che ha precedentemente tagliato.

Come hanno preso alla Gesco, la più grande realtà attiva nel settore, le richieste del Comune? È Sergio D'Angelo, il presidente del gruppo di imprese sociali, a fare chiarezza: «La richiesta del Comune è stata di conteggiare le ore estive per capire se c’è qualche residuo da recuperare. Noi abbiamo effettuato i conteggi e le ore residue in alcuni casi erano irrisorie, in altri addirittura non esistevano. E poi non è pensabile portare avanti un servizio senza un euro di coordinamento. Quindi non era pensabile revocare il procedimento di licenziamento collettivo avviato quasi due mesi fa. Di fatto ora circa 900 persone non ricevono più assistenza e 150 operatori sono rimasti a casa».

Niente ore da recuperare, dunque, che peseranno su un totale di 879 persone su 1200, fra disabili e anziani sparsi nelle 10 municipalità, che non riceveranno servizi di supporto.

La situazione della Gesco è emblematica in questo senso. Da lunedì, infatti, il servizio verrebbe sospeso in 8 municipalità su 10, nell'VIII e nella IX saranno applicati tagli di quattro ore - quelle pomeridiane - che finiranno per poter garantire il servizio solo di mattina e che spingeranno in tutta probabilità gli assistiti e le famiglie a rivolgersi ai privati. Una situazione drammatica, che il presidente del gruppo Gesco trova inaccettabile: «Mi chiedo perché ci si è mossi così in ritardo per recuperare fondi, comunque insufficienti a coprire tutta la spesa, da parte dell’amministrazione comunale e della Regione, che danno solo l’impressione di essere soluzioni pasticciate e che alla fine nulla risolvono».

Tuttavia D'Angelo assicura che ci sono tutte le intenzioni a disporre eventuali aperture al Comune per ridiscutere da capo la questione:  «Al momento non è arrivata nessuna convocazione da parte dell’amministrazione comunale - ha spiegato il dirigente del gruppo - Ma in cuor mio coltivo la speranza che arrivi prima di lunedì. Anche stanotte. Perché i margini di tempo per recuperare e salvare il salvabile ci sono».

Intanto dalle organizzazioni sindacali e sociali nasce un nuovo coordinamento per il welfare al quale hanno immediatamente aderito la Gesco, le unioni sindacali di Uil e Usb, dell'Aci sociali - Alleanza delle cooperative italiane (Agci Solidarietà, Federsolidarietà e Legacoopsociali) - di Legacoop Campania e di diverse altre realtà sociali e di cooperative attive in Campania e, in particolare, nella città di Napoli.

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