Martedi 21 novembre 2017 14:27

De Luca indagato per voto di scambio, il figlio Piero e Nicodemo in Procura

15 dicembre 2016



NAPOLI - Entra nel vivo l'inchiesta della Procura di Napoli sul discorso di Vincenzo De Luca all'hotel Ramada. Le parole del presidente della Regione Campania in occasione della campagna referendaria hanno portato all'apertura di un fascicolo. Il governatore è stato iscritto nel registro degli indagati per voto di scambio. Gli inquirenti sono al lavoro per raccogliere tutti gli elementi utili a ricostruire la riunione del 15 novembre. In quell'occasione, De Luca arringò a 300 esponenti del Pd, parlando di «clientela». «Vedi tu come devi fare, offri una frittura di pesce, portali sulle barche, sugli yacht, fai come vuoi tu ma non venire qui con un voto in meno di quelli che hai promesso», disse, rivolgendosi al sindaco di Agropoli Franco Alfieri. Frasi goliardiche, dirà poi il governatore, ma la Procura ora vuole vederci chiaro. In primis su chi c'era ad ascoltare quel discorso.

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L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino e dal pm Stefania Buda. è iniziata in seguito all'analisi dell’audio del comizio, trascritto dal nucleo di polizia tributaria della Finanza. Il portavoce di De Luca, Paolo Russo, è già stato ascoltato. Ora si punta ad acquisire altre testimonianze. Tra queste c'è quella di Piero De Luca, figlio del governatore e figura di primo piano della campagna per il Sì in Campania. Sarà sentito anche Francesco Nicodemo, trait d'union in questi mesi tra il presidente della Regione e Matteo Renzi. Il diretto interessato, nel frattempo, si mostra tranquillo e affida a facebook il proprio pensiero. «Il livello di imbarbarimento a cui siamo arrivati nel nostro Paese - scrive De Luca - lascia ormai senza parole. Come sempre, tranquilli tutti. Nessuno si distragga. Al lavoro».

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