Giugliano, mazzette per rilasciare licenze ai centri scommesse: quattro arresti, tra cui due poliziotti
I fatti risalgono al 2013, quando fu introdotto l'obbligo di nuove autorizzazioni per i titolari delle sale scommesse

16 gennaio 2017

GIUGLIANO IN CAMPANIA (Na) - Quattro persone, tra cui due poliziotti, sono state sottoposte ad arresti domiciliari su disposizione del gip del Tribunale di Napoli al termine di una lunga attività investigativa coordinata dalla Dda della Procura partenopea e dal commissariato di polizia di Giugliano. Secondo quanto si legge nel fascicolo prodotto dal procuratore aggiunto della Repubblica, Filippo Beatrice, gli indagati avrebbero messo in atto «più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso in quanto pubblici ufficiali addetti all'ufficio amministrativo del commissariato di Ps di Giugliano».

Nello specifico i quattro sono accusati di corruzione: secondo gli inquirenti avrebbero estorto ingenti somme di denaro ai titolari di sale scommesse operanti nell'area giuglianese in cambio del rilascio delle necessarie licenze previste per legge. Gli indagati, si legge infatti nel dossier, «ricevevano denaro ed altre utilità per compiere atti contrari alle proprie funzioni connesse al rilascio di autorizzazioni per l'esercizio di sale scommesse disvelando, tra l'altro, notizie coperte dal segreto, in favore degli istigatori della condotta antigiuridica». I due poliziotti, all'epoca dei fatti in servizio presso il commissariato di Giugliano, avrebbero in sostanza lucrato sulle modifiche al sistema di gestione dei centri scommesse introdotte nel 2013, quando alle società esercenti fu imposto l'obbligo di ottenere il rilascio di nuovi titoli, pena la sospensione dei flussi di erogazione delle puntate, che avrebbe comportato gravi perdite per le singole agenzie territoriali.

 

 

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