Carceri ingestibili in Campania, i sindacati si ribellano: polizia penitenziaria in agitazione




NAPOLI - Clima teso tra amministrazione carceraria e organizzazioni sindacali degli agenti penitenziari in Campania. Sinappe, Uilpa, Fns Cisl e Uspp hanno firmato un documento congiunto, attraverso il quale proclamano lo stato di agitazione «con riserva di intraprendere qualunque forma di protesta ritenuta opportuna per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori e delle prerogative sindacali». Nella nota, inoltre, è annunciata «la sospensione sine termine delle relazioni sindacali con il provveditore dell'Amministrazione penitenziaria della Campania». I sindacati hanno preso tale decisione in segno di protesta contro il mancato confronto sui problemi della categoria. Le carceri campane traboccano di detenuti con «sezioni detentive ai limiti del collasso con celle sempre più piene». Una situazione ingestibile e pericolosa nella quale sono «sempre più frequenti episodi di aggressione». Oltre ai limiti dal punto di vista infrastrutturale, nel documenti si lamenta anche una «evidente sofferenza di organico», con un numero di agenti penitenziari considerato esiguo rispetto al numero dei detenuti. Ma non finisce qui. Nel mirino dei sindacati anche i cellulari, con il «personale dei nuclei di traduzione e piantonamenti costretti a viaggiare anche di notte a bordo di mezzi spesso obsoleti e fatiscenti oltre che insicuri». © Riproduzione riservata