Sospetti sui concorsi per le forze dell’ordine, indaga la Procura di Napoli
Sono nove i concorsi ritenuti sospetti dal pool di magistrati della Procura della Repubblica di Napoli

16 dicembre 2016



NAPOLI - Nell'ambito di una maxi-inchiesta avviata dalla Procura di Napoli, sale a nove il totale dei concorsi per le forze dell'ordine ritenuti teatro di presunte irregolarità.

Al concorso per la Polizia di Stato - annullato dal capitano Franco Gabrielli - e a quello per la Penitenziaria - nel cui ambito sono state arrestate nove persone -, se ne aggiungono altri sette.

I posti in palio

A far insospettire gli inquirenti sono stati i tantissimi ricorsi degli ultimi mesi, rafforzati dal sospetto sempre più diffuso sul dilagante ricorso a ingerenze di vario titolo per modificare l'esito delle prove.

Si tratta di posti destinati all'Esercito Italiano, per ispettori dell'Arma, per ferma breve nei Carabinieri, per la Marina Militare, per la Capitaneria di Porto, per l'Aeronautica Militare e per marescialli della Guardia di Finanza.

Tutti finiti nel mirino dei pm. Tutti sospettati di reati che vanno da quello di induzione indebita a dare o promettere utilità, fino a quello di concussione e corruzione per istigazione.

In particolare, sono 11.463 i posti di lavoro resi disponibili dai bandi pubblicati fra il 2015 e il 2016.

24 sono, invece, i mandati di perquisizione emessi a carico di altrettanti individui iscritti all'albo degli indagati.

I fatti

A condurre le indagini è la sezione della Procura di Napoli, diretta dal procuratore aggiunto, Alfonso D'Avino, e dall'autore del fascicolo, il pm Stefania Buda.

Le prime indagini si sono svolte sulla figura del generale dell'Ei in pensione, Luigi Masiello, sospettato di aver sfruttato la sua autorità per alterare i concorsi militari.

A seguire, la decisione, presa solo due giorni fa, da parte del capo della Polizia di Stato, Gabrielli, di annullare il concorso che avrebbe permesso l'assunzione di 559 nuovi agenti.

Le indagini

Ma questi sono solo gli effetti visibili di un'inchiesta avviata già nel mese di maggio, quando si tennero i test ritenuti sospetti. Allora la Procura aveva già avviato un fascicolo, che si è tradotto in 24 iscrizioni all'albo dei sospettati, tutti appartenenti all'Ei e alla Guardia di Finanza.

A questi si accodano anche i gestori delle scuole specializzate nella preparazione di giovani che vogliono intraprendere la strada dei concorsi pubblici.

A quanto pare, sarebbero state raccolte prove raccolte da dispositivi elettronici - computer, telefoni cellulari e pendrive - e dal sequestro di documenti relativi alla composizioni delle commissioni e, più in generale, all'organizzazione dei concorsi.

Questi, ed altri indizi, risultati dalle indagini degli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, hanno condotto il pool della Procura a ritenere concreta e plausibile la possibilità che i concorsi siano stati truccati.

 

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