Napoli, 45 arresti nel clan Elia: usavano bambini per spacciare

17 gennaio 2017



NAPOLI - Piccoli, veloci, inafferrabili e non imputabili. Nel mondo della camorra napoletana tornano di moda i 'muschilli'. Una bimba di soli otto anni era addetta al confezionamento delle dosi di cocaina mentre un dodicenne si occupava della consegna agli acquirenti. Lo spaccato emerge da un'indagine dei carabinieri, coordinati dalla Dda di Napoli, che ha portato all'esecuzione di 43 ordinanze di custodia cautelare a carico di 45 persone ritenute organiche al clan Elia, attivo nell'area del Pallonetto di Santa Lucia. La posizione di quattro minori è al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Napoli. Coinvolte anche numerose donne.

Spaccio e racket

L'indagine ha consentito di ricostruire l'intero organigramma del clan Elia. Gli investigatori hanno individuato e sequestrato i libri contabili dell'organizzazione, con liste di acquirenti debitori e di spacciatori estorti. Sono state trovate e sequestrate, inoltre, alcune armi da fuoco in uso agli uomini del clan (2 pistole semiautomatiche calibro 7,65, 1 mitraglietta automatica calibro 9, varie munizioni). I destinatari delle ordinanze sono ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di associazione di tipo mafioso e di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, spaccio di droga, estorsioni e detenzione e porto illegale di armi, reati aggravati dal metodo mafioso. Nel corso delle indagini è emerso che nel giogo della clan era finito anche un ristoratore che era costretto a regali e pizzo. Anche i gestori delle delle "piazze di spaccio" erano tenuti a versare una quota al gruppo criminale.

© Riproduzione riservata