Giovedi 17 agosto 2017 13:28

Ritrovamento cadaveri ad Afragola, l’atroce dettaglio: le vittime tagliate a metà quando erano ancora in vita
Nessun foro di proiettile nè ferite da taglio sulle parti di cadavere, che all’esame sul posto non presentavano segni di decomposizione

17 febbraio 2017



AFRAGOLA (NA) - E' emerso nelle ultime ore un inquietante e agghiacciante dettaglio in merito al ritrovamento dei cadaveri dei due contrabbandieri, rinvenuti nelle campagne di Afragola, a due passi dal cantiere della stazione dell'Alta Velocità. Secondo gli inquirenti i corpi sarebbero stati tagliati a metà, all'altezza del bacino, quando i due erano ancora in vita. I macellai della camorra hanno poi infilato i pezzi delle vittime in quattro sacchi di plastica, e sotterrati a un metro di profondità all'ombra di un albero di mimose, probabilmente per nascondere il nauseante odore di cadavere in putrefazione.

Una pratica barbara e atroce

Nessun foro di proiettile, nè tantomento ferite da taglio sulle parti di cadavere, che all’esame sul posto non presentavano segni di una marcata decomposizione. Sono questi gli elementi che fanno propendere per la terribile ipotesi, un'esecuzione medievale, un modus operandi atroce che ricorda molto da vicino le barbare uccisioni dei guerriglieri dell'Isis, mai visto prima da queste parti, neanche nelle faide più lunghe e violente tra i clan di camorra.

Il turismo dell'orrore

La notizia del ritrovamento dei cadaveri fatti a pezzi ha ovviamente fatto rapidamente il giro del paese, al punto che, una volta terminati i rilievi e sgombrato il campo, è iniziato il via vai dei cosiddetti turisti dell'orrore, soprattutto ragazzi in posa a fotografarsi in prossimità della buca dove sono stati rinvenuti i corpi.

 

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