Domenica 17 dicembre 2017 20:16

Il weekend della vergogna, decine di incendi tra Napoli e provincia
Domenica nera tra Napoli e provincia con decine di roghi. I soccorsi fanno il possibile ma serve una seria politica di contrasto

17 luglio 2017



NAPOLI - Brucia ancora il Vesuvio, bruciano gli Astroni, brucia Pianura, bruciano i Pisani, brucia Pozzuoli, brucia Quarto, brucia Calvizzano, brucia Torre del Greco, brucia Giugliano, brucia la costiera. Napoli e provicia fanno i conti con l'emergenza roghi. Emergenza, sì. Perché a questo punto non è più possibile nascondersi dietro un dito. La domenica nera riporta ad un'amara realtà. Qui non ci sono mezzi e coordinamento per combattere emergenze del genere. Le istituzioni sembrano considerare il fenomeno come fisiologico ma dietro quei roghi c'è un pericolo ambientale non indifferente. E i cittadini rischiano di rimetterci la salute. Spesso a bruciare non sono solo gli alberi ma anche rifiuti, carcasse di automobili, lastre di amianto. A contrastare il fenomeno c'è solo chi combatte sul campo: vigili del fuoco e Protezione civile. Nelle stanze dei palazzi si fa spallucce. L'unica politica che cerca di opporsi allo scempio è quella dei territori. Ne è simbolo l'urlo di dolore del vicesindaco di Torre del Greco, Romina Stilo. «Ci hanno abbandonati - dice al Mattino -, a poche ore dalla grande emergenza hanno pensato che tutto fosse risolto e sono andati via. Qui non c'era più nessuno a difenderci dalle fiamme: dove cavolo erano tutti?».

Di risolto non c'è nulla. Anzi ora si aprirà un'altra partita. Quale sarà il destino delle aree colpite dagli incendi? Quelle nei parchi saranno sottoposte a rimboschimento. Un affare da milioni di euro, 4 almeno per il solo Vesuvio. Poi occorrerà capire quali sono i rischi sul piano idrogeologico. Cenere e radici bruciate rappresentano un problema. Il terreno, oberato dai residui e liberato dalle radici, potrebbe cedere e provocare frane o smottamenti. Non resta che sperare che, dinanzi ad un quadro così fosco, le istituzioni diano il via ad una politica seria di contrasto. Servono uomini, mezzi e fondi. Droni, videocamere, sistemi di sorveglianza. Va bene tutto. Basta che si sbrighino. Oramai è un'emegenza che si ripete ogni anno. E non si può più aspettare.

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