Martedi 22 agosto 2017 01:31

Un lago di magma sotterraneo ha rialzato la superficie dei Campi Flegrei




ROMA - Il suolo dei Campi Flegrei si è rialzato di circa 10 centimetri tra il 2012 e il 2013, ciò è stato determinato da dalla ripresa dell'attività del magma del vulcano. La notizia è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports, la scoperta si deve all'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e al Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).  Il magma è risalito fino alla profondità di 3 chilometri, creando un lago sotterraneo del raggio di 2-3 chilometri. Il meccanismo è  probabilmente comune ad altre caldere come, ad esempio, Yellowstone negli USA e Rabaul in Papua Nuova Guinea. La nuova tecnica di monitoraggio messa a punto da un team di ricercatori dell'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto nazionale di geofisica a vulcanologia e dell'Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche, serve a comprendere meglio i fenomeni di sollevamento avvenuti in questi ultimi anni ai Campi Flegrei. L'area vulcanica, nel corso dei millenni, ha dato luogo ad eruzioni ciclopiche: quarantamila anni fa quella dell'Ignimbrite Campana e quindicimila anni fa quella del tufo giallo napoletano, che hanno fatto crollare la parte superficiale del vulcano per centinaia di metri, formando l'attuale struttura. «Grazie ai dati acquisiti dai satelliti Cosmo-SkyMed (messi in orbita dall'Agenzia spaziale italiana a partire dal 2007), dotati di sistemi radar, e dai ricevitori Gps della rete di sorveglianza geodetica Ingv-ov, composta da ben 14 sensori sparsi nell'area dei Campi Flegrei», spiega Susi Pepe, ricercatrice del Cnr-Irea, «è stato possibile studiare le deformazioni, anche millimetriche, della superficie terrestre e conoscere l'andamento del sollevamento del suolo all'interno della caldera». Negli ultimi 10 anni il suolo all'interno del perimetro dei Campi Flegrei si è sollevato di quasi 30 centimetri, tanto che nel 2012, il dipartimento della Protezione Civile ha innalzato dal verde (quiescenza) al giallo (attenzione) il livello di allerta. Al di là dell'inevitabile preoccupazione, c'è una buona notizia: il magma nel lago sotterraneo, secondo gli autori dello studio, può raffreddarsi rapidamente e potrebbe diventare meno capace di produrre eruzioni. © Riproduzione riservata