Mercoledi 13 dicembre 2017 08:24

L’altro volto del Ferragosto a Napoli. Oltre i turisti, sporcizia e abusivi




NAPOLI - I dati del turismo incoronano Napoli. Che bello vedere la città piena, come se non fosse Ferragosto. Stranieri e italiani che si fondono per le strade, i musei aperti, la voglia di rinascita della metropoli. Ma c'è un rovescio della medaglia che fa male. In tante, troppe zone del centro, l'abbandono la fa da padrone. E così i turisti si ritrovano dinanzi spettacoli pietosi, fatti di sporcizia e degrado. Non è una novità, ad esempio, che il porticato di via San Carlo, quello della Galleria Umberto, sia stato eletto ad abitazione dai senzatetto della zona che si dividono lo spazio con i venditori ambulanti di borse contraffatte. Tutto questo avviene a 40 metri dal Massimo napoletano e continua anche ad agosto, senza che nessuno intervenga. La stessa scena si verifica ogni giorno anche sotto i portici della Galleria Principe di Napoli, di fronte il Museo Nazionale. Impossibile attraversare quel tratto di marciapiedi senza essere sopraffatti dal tanfo di urina. Il caldo, poi, ha portato chi non ha dove dormire ad occupare i giardinetti degli chalet a Mergellina. Così, in mezzo ad erba alta e blatte, fanno bella mostra di sé i cartoni abbandonati da chi ha passato la notte da quelle parti. Non mancano dei piccoli cumuli di immondizia, segno che la nettezza urbana - negli ultimi giorni - non è passata da quelle parti. Più in là, verso via Caracciolo, ha aperto un nuovo centro commerciale. A due passi dal mare, sul marciapiedi. Una trafila di ambulanti che, ogni sera, occupano la passeggiata per vendere oggetti di ogni tipo. Si va dalle scarpe contraffatte agli occhiali, passando per giocattoli e piccoli attrezzi di fabbricazione cinese. La sera del 15 febbraio, quella della 'Notte della Taranta' alla rotonda Diaz, ha visto il tratto di via Caracciolo trasformarsi in una distesa di rivendite di ambulanti abusivi. Impossibile camminare a due passi dal mare. Della municipale neanche l'ombra. L'unica auto era ferma in prossimità del palco, a garantire il servizio d'ordine dello spettacolo.