Martedi 22 agosto 2017 07:19

Napoli, richiesta di recupero credito per i dipendenti del Trianon




NAPOLI - Si fa sempre più complessa la vicenda legata alle sorti del Teatro Trianon. Le segreterie regionali di Uilcom-Uil e Sindacato giornalisti della Campania hanno avanzato, infatti, la richiesta di «Commissariamento immediato del Trianon e accertamento della situazione contabile» dopo l'istanza di recupero crediti avanzata da una nota società finanziaria del Nord nei confronti di sei dipendenti del teatro che avevano sottoscritto la cessione del quinto dello stipendio. La richiesta è dovuto al mancato trasferimento, negli ultimi due anni, delle quote pattuite alla finanziaria: «Il teatro da ben 24 mesi trattiene le quote del prestito dai nostri stipendi, ma non le versa alla finanziaria - spiega Luciano Quagliozzi, direttore di palcoscenico e sindacalista della Cgil - La notifica è stata inviata ai dipendenti e all’azienda, la Trianon Viviani Spa, ma è da noi che la società vuole le rate in quanto soggetti beneficiari del prestito. Insomma il contratto è nominale, l’azienda era solo garante e ora la finanziaria pretende i soldi dai lavoratori. Solo in un secondo momento potremo rivalerci sul teatro». «Questa brutta vicenda, denunciata anche all’autorità giudiziaria – prosegue Quagliozzi – si sta consumando sulle spalle dei lavoratori che già non percepiscono lo stipendio da sei mesi ed è solo l’ultimo doloroso tassello di una vicenda che vede il Trianon in agonia, oberato di pignoramenti immobiliari e mobiliari, senza programmazione e soprattutto senza alcuna prospettiva produttiva, visto pure il silenzio dei soci. Per questo ente che non presenta il bilancio dal lontano 2012 e che per la sua opacità gestionale ha anche visto le dimissioni di un consigliere di amministrazione e del presidente del collegio sindacale occorre che il presidente Caldoro, senza perdere altro tempo prezioso, ripristini la legalità, nominando un commissario per accertare innanzitutto la reale situazione contabile e le responsabilità, nonché per redigere un concreto piano industriale». Sulla questione è intervenuto nel pomeriggio anche il presidente del cda, Maurizio D’Angelo, nei cui confronti i dipendenti del teatro pubblico hanno già presentato una denuncia per appropriazione indebita. «La società ha vissuto com’è noto una tensione finanziaria importante, ma a breve saranno sanate tutte le posizioni - rassicura D'Angelo - Il teatro è in attesa di contributi da parte della Regione. Appena possibile saranno pagati gli stipendi e avviati i piani di rientro con i creditori. Il nostro obiettivo principale è chiudere il debito con le banche». La situazione resta però drammatica: i dipendenti, senza stipendio da sei mesi,  si ritrovano ora per giunta a dover fare i conti con una notifica immediata di recupero credito, senza contare che l'ultimo bilancio approvato risale al 2012 e che a giugno 2015 scadrà il termine ultimo per l'approvazione del bilancio 2014. Tempi stretti, che non sembrano però destare preoccupazioni in D'Angelo che, dopo aver dichiarato di aver «sospeso» da un anno l'erogazione del suo stipendio, di poco inferiore ai tremila euro mensili, conclude: «Ce la faremo certamente, i lavoratori possono stare tranquilli». © Riproduzione riservata