Mercoledi 20 settembre 2017 03:53

Frontale in Tangenziale, parla Mormile: «Avevo bevuto, non mi sono accorto di essere finito contro un’auto»




NAPOLI - «So che la mia sofferenza non ha pari rispetto a quella che ho causato». A pronunciare queste parole, in una gremitissima aula di tribunale, è Aniello Mormile, il dj 29enne che lo scorso 29 luglio causò la morte di due persone dopo aver percorso cinque chilometri contromano in tangenziale per poi schiantarsi a tutta velocità contro una Renaut Clio. L'accusa per lui è di duplice omicidio volontario aggravato: nell'impatto persero la vita Livia Barbato, fidanzata di Mormile e Aniello Miranda, un uomo di 48 anni che stava andando a lavorare. Dopo mesi di silenzio il giovane dj ha chiesto di essere ascoltato: nel corso delle due ore di interrogatorio, il 29enne ha ricostruito ciò che avvenne quella notte fino allo schianto contro la vettura di Miranda. «Livia è entrata in auto e si è seduta sui sedili posteriori - ha dichiarato Mormile - Avevo appena comprato l'auto e le ho chiesto di avvisarmi se si sentiva poco bene e di non sporcarla. Avevamo bevuto un pò e di solito non beviamo. Da quel momento in poi non ricordo più nulla, non mi sono reso neanche conto di essere finito contro un'altra auto». Un racconto a metà quello del dj, che parla di un vero e proprio blackout alcolico e che, di fronte alle domande incalzanti del pm e alla richiesta di ulteriori spiegazioni avanzata dall'avvocato Raguzzino, legale della famiglia Barbato, ribadisce di non ricordare gli attimi precedenti la tragedia ma ammette di essere consapevole che la propria sofferenza non ha pari rispetto a quella che sa di aver causato. L'udienza è stata aggiornata al prossimo primo luglio, quando la parola passerà al pm e alle parti civili, prima dell'arringa difensiva e della sentenza attesa per l'otto luglio. Tra le tante persone presenti in aula c'è anche Granfranco Barbato, il papà di Livia, che da quasi un anno attende di sapere cosa sia accaduto negli istanti immediatamente precedenti lo schianto: «Aspettavo questo giorno, speravo che lui finalmente spiegasse cosa è successo. Non cerco vendetta e la giustizia umana farà il suo corso. Io cerco verità e in quell'aula non l'ho trovata. Nello dice non ricordo, a me non basta». Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c'è quella di un litigio tra Nello e Livia causato dalla presunta relazione tra il dj e un'altra donna, come conferma lo stesso legale della famiglia Barbato: «Mormile aveva un flirt con un'altra ragazza a cui tutt'ora scrive dal carcere - spiega l'avvocato Raguzzino - Secondo noi quella notte c'è stato un litigio tra lui e Livia prima dell'incidente. Mettersi alla guida ubriaco è già grave, ma la tesi del blackout out è molto comoda». Fuori dall'aula c'è anche Rita, la mamma di Nello, pronta a difendere suo figlio dalle pesanti accuse che gli vengono mosse. «Lui ha fatto un solo errore - dice Rita - mettersi alla guida ubriaco, ma non chiamatelo assassino. Lavoriamo sui giovani perché non facciano lo stesso errore di mio figlio. La vita di un ragazzo perfetto ora è rovinata. Amava Livia e non le avrebbe mai fatto del male, se aveva o avrà altre donne non c'entra con quella notte». «Nello in carcere disegna e aiuta gli altri detenuti scrivendo le lettere per loro - conclude  Rita - è amato da tutti anche lì, perchè è un pezzo di pane, che non farebbe mai male neanche a una formica. Nello porterà sulla coscienza quello che ha fatto per sempre. Ma io da tutta questa storia vorrei trovare il modo di trarre del bene». © Riproduzione riservata