Domenica 28 maggio 2017 03:08

Il degrado di Villaggio Coppola finisce sul New York Times: «Un paradiso abbandonato»




NEW YORK (USA) - «Quando il Villaggio Coppola fu costruito nel 1960, l'aspettativa era quella di un'utopica area residenziale». Così inizia l'articolo del The New York Times dedicato a quel complesso turistico balneare, meta estiva di tanti napoletani e militari americani della vicina base Nato, caduto in un rovina a partire dal 1980 quando «l'utopia ha preso la direzione sbagliata».

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Del degrado e dello stato di abbandono in cui versano quelle 12mila unità abitative tra palazzine e villette anche uno dei principali giornali oltreoceano si interroga sul motivo. «Quello che rimane oggi è un paradiso perduto, un luogo di abbandono e degrado e una concentrazione dei problemi dell'Italia meridionale: la criminalità, una negligente governance locale e l'estrema povertà [...] Eppure da lontano - si continua a leggere - è facile immaginare il Villaggio Coppola come l'utopia che doveva essere, un'oasi di fronte al mare azzurro». Un'oasi che però ha iniziato a conoscere il suo declino quando nel 1980 con il terremoto furono dirottati nella zona circa 5mila sfollati, installati forzosamente nelle villette requisite ai proprietari. Da allora tutta una serie di vicende balzate alla cronaca, anche nera, hanno contribuito a far diventare Villaggio Coppola quello che è tuttora: il ricordo di un complesso turistico fiorente e in voga andato, purtroppo, in malora.

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