Martedi 26 settembre 2017 12:55

Don Peppe Diana, presentata petizione per la beatificazione




AVERSA - Don Peppe Diana, il parroco di Casal di Principe ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994, potrebbe essere beatificato. Il Comitato don Diana e l'Agesci hanno infatti presentato al vescovo di Aversa e vicepresidente della Cei per il Mezzogiorno, Angelo Spinillo, una petizione per avviare il processo canonico di beatificazione del prete ucciso con 4 colpi di pistola da due killer all'interno della sacrestia della chiesa di San Nicola di Bari. Ad annunciarlo, in un'intervista rilasciata a TG2000 è stato lo stesso vescovo di Aversa, che ha parlato a tal proposito di «un'esigenza condivisa anche dalla comunità ecclesiale». La Chiesa, che in passato ha sempre assunto un atteggiamento piuttosto cauto rispetto alla vicenda del parroco casalese, sembra ora orientata verso una maggiore apertura al riconoscimento del prete casalese come di un martire della Chiesa. Secondo Spinillo sarebbero infatti «maturate tutte le condizioni per cominciare a raccogliere testimonianze, scritti e quanto occorre» alla causa di beatificazione di un uomo ucciso «in odio alla fede». «Don Peppe ha testimoniato un amore smisurato per la sua terra, ha vissuto il sacramento dell'incontro offrendosi soprattutto ai giovani, attingendo la forza della parola nell'Eucarestia e nella preghiera che amava fare soprattutto di sera, dopo una giornata frenetica passata per strada», hanno scritto nel documento consegnato al vescovo il Comitato don Diana e l'Agesci. Che il ricordo di Don Diana sia ancora vivo nei cuori dei fedeli lo testimonia l'intenso pellegrinaggio di cui tutt'oggi è protagonista la sua tomba, visitata ogni giorno da gruppi di persone provenienti da ogni parte d'Italia. Il percorso per l'avvio del processo canonico di baeatificazione è ancora lungo, ma la notizia è stata accolta con grande entusiasmo dalle associazioni di volontariato e di impegno civile locali e nazionali, nonchè dal vescovo emerito di Caserta, Raffaele Nogaro, che in questi anni ha sempre descritto il sacerdote casalese come «un pazzo innamorato di Dio, la cui morte non è stata vana e la cui semplicità è di insegnamento per tutti». © Riproduzione riservata