Mercoledi 23 agosto 2017 02:23

Torna a Napoli il Druso Minore, fu sottratto nella Seconda Guerra Mondiale
La statua del Druso Minore, sottratta a Napoli durante la Seconda guerra mondiale, tornerà in città in base ad un accordo di restituzione raggiunto dal Mibact

19 aprile 2017



La statua di marmo dell’inizio del I secolo a.C. raffigurante la testa di Druso Minore (13 a.C. - 23 d. C.) tornerà a Napoli, dove fu razziata durante la Seconda Guerra Mondiale. Lo ha annunciato in una nota il ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo in seguito all'accordo con  il Cleveland Museum of Art dove l'opera d'arte è attualmente conservata. «Questa restituzione – ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini – è il frutto di un importante e proficuo accordo culturale e della piena collaborazione dei vertici del Museo con le autorità italiane. Ora attendiamo il ritorno dell’opera, che una volta in Italia verrà restituita al più presto a Napoli e alla sua comunità, da dove fu sottratta».

Dal 2008, il Cleveland Museum of Art collabora con il Mibact grazie un accordo di cooperazione culturale. In base a tale accordo è stato possibile, per il ministero, ottenere le informazioni necessarie che hanno consentito al Museo di decidere di restituire il Druso Minore. La scultura, precedentemente venduta in un’asta pubblica a Parigi nel 2004, era stata acquisita dal Museo nel 2012. Quando il Museo aveva acquisito l’opera, si riteneva che la scultura provenisse originariamente dal Nord Africa. In tempi più recenti, però. il Museo ha scoperto che la scultura proveniva da Napoli. Dopo un'attività di ricerca, in  collaborazione con i funzionari del Ministero e con l’assistenza del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, il Museo ha ritenuto opportuno restituire la scultura all'Italia.

«Abbiamo instaurato da molti anni un eccellente rapporto con il Ministero – ha dichiarato il direttore del Cleveland Museum, William Griswold – e non appena siamo venuti a conoscenza che le circostanze relative alla provenienza della scultura erano incoerenti con quanto ci risultava relativamente alla provenienza, la decisione di prendere contatto direttamente con il Ministero è stata facile, alla luce dell’esperienza di collaborazione con i colleghi italiani maturata in questi anni. Abbiamo collaborato proficuamente con il Ministero in primo luogo per chiarire le circostanze relative alla rimozione della statua e, in secondo luogo, per definire la decisione di restituire l’opera».

 

© Riproduzione riservata