Venerdi 20 ottobre 2017 05:27

Risolto il giallo di via Caravaggio: non fu nè omicidio nè suicidio. Ad uccidere il tassista un incidente domestico




NAPOLI - Risolto il giallo di via Caravaggio, dove lo scorso 21 aprile un tassista di 47 anni, incensurato, fu ritrovato morto nella sua abitazione nel parco Persichetti. Dopo cinque mesi, al termine di lunghe e delicate indagini della polizia di Stato e della Procura di Napoli, si può stabilire con certezza che non fu omicidio nè suicidio, ma ad uccidere l'uomo fu un tragico incidente domestico. Inizialmente si credeva che qualcuno si fosse intrufolata in casa e avrebbe ucciso il tassista con un'arma da taglio, colpendolo alle spalle. Secondo la perizia consegnata alcune settimane fa in Procura, invece, il 47enne è morto a seguito della caduta accidentale di un'anta dell’armadio che si trovava nella camera da letto che lo ha colpito nella parte posteriore del cranio, provocando una profonda ferita e la conseguente perdita di sangue. Ma non solo, dalle indagini è anche emerso che l'uomo, che viveva solo, faceva uso di antidepressivi. E furono proprio questi a tradirlo procurandogli la morte. L'uomo al momento dell'incidente, rimasto in stato confusionale, anziché chiamare i soccorsi avrebbe pulito la chiazza di sangue sul pavimento, sottovalutando quindi quella ferita che gli è risultata fatale. I risultati delle indagini sono state acquisite dal pubblico ministero che ha disposto l'archiviazione del caso.