Venerdi 22 settembre 2017 18:55

Il sindaco di Capri contro il turismo di massa: «L’isola sta per scoppiare, occorre un limite ai flussi turistici»
Il primo cittadino dell'isola azzurra invoca provvedimenti speciali per razionalizzare gli sbarchi e garantire la sostenibilità dei flussi turistici




CAPRI – Razionalizzare gli arrivi sull’isola con misure speciali. Le invoca a gran voce il sindaco di Capri, Gianni De Martino, per garantire un turismo più sostenibile sull’isola azzurra. L’idea, chiarisce il primo cittadino, è quella di «un provvedimento speciale che ci dia la possibilità di governare il nostro territorio» e di «assicurare, anche con interventi normativi e strumenti idonei, il decoro urbano e la sostenibilità dei flussi turistici a Capri».

Le bellezze dell’isola attirano da sempre migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo, ma gli approdi sempre più copiosi rischiano di creare un vero e proprio blackout a causa del sovraffollamento che si verifica in concomitanza con gli attracchi dei traghetti. D’altra parte, sottolinea De Martino, se è vero che non si può impedire ai visitatori di godere delle straordinarie bellezze della baita, è anche vero che occorre «porre un limite, e per questo chiediamo più autonomia nella gestione del nostro territorio, dato che l’ente locale è il responsabile, il custode e soprattutto il migliore conoscitore di se stesso».

Non si tratta semplicemente di dichiarare guerra al turismo di massa, precisa il sindaco, ma di fare i conti con la realtà quotidiana dal momento che «gli sbarchi arrivano ormai anche a 13mila in un giorno, alimentando un caos e un congestionamento intollerabili per una realtà come Capri. A volte i turisti sono costretti ad attendere anche un’ora nella zona portuale, limitando così la visita a poche ore, e questo non è più accettabile». Per questo, prosegue il primo cittadino, «come Comune di Capri chiediamo la possibilità non di chiudere al turismo di massa ma di razionalizzare gli arrivi.  Occorrono certamente nuove soluzioni di mobilità interna, ma innanzitutto occorre porre un limite. Perché se il territorio viene aggredito il decoro non sarà più possibile garantirlo. E’ per questo che dialogheremo con la Regione Campania, che conosce il problema e potrebbe risolverlo con il nuovo quadro orario degli accosti, dopo il 31 dicembre, mentre la Capitaneria fa spallucce, sottolineando che è tutto nella norma. Come se fosse naturale un’invasione di turisti concentrata in poche ore».

 

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